Candito pro e contro


-----Messaggio originale-----

Da: Alessandro Rende [mailto:alessandro.rende@ ] Inviato: mercoledì, 19. dicembre 2001 08:59

Oggetto: [aol-mondoapi] candito

Qualcuno mi sa dare una ricetta per fare il candito?

Grazie - Buon Natale Alessandro

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1) Prima risposta

Da: Nicola Donà <nicola.dona@ > A: aol-mondoapi@yahoogroups.com Oggetto: Re: [aol-mondoapi] candito

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Tre parti zucchero a velo finissimo, una di miele (del TUO) liquido, (si può scaldare) acqua a gocce se richiesta (con una spugnetta). Saluti Nicola Donà

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2) Seconda indicazione

da Vincenzo Stampa

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Eccoti accontentato

Preparazione del candito

Il candito a freddo si prepara mescolando, con un'impastatrice meccanica, 25 kg. di zucchero impalpabile con 8 kg. di miele di produzione propria, preventivamente riscaldato fino all'ebollizione. Si aggiungono 3 g. di acido citrico per Kg di candito, durante la fase di impasto, allo scopo di facilitare l'inversione dello zucchero da parte delle api. Il miele può essere sostituito con glucosio sempre riscaldato a bagnomaria per facilitarne l'impastatura. Il candito va confezionato in pacchetti da 1 Kg. circa utilizzando delle vaschette di polietilene per alimenti della capacità di circa 0,7 litri, le stesse che il vostro salumiere adopera per i prodotti che sgocciolano (vedi foto). Si trovano facilmente in scatole di 600 pezzi, presso i grossisti, oppure sfuse presso i negozi di casalinghi; sono dell'altezza giusta, 6 cm circa, per stare tra il coprifavo ed il tetto di lamiera ed inoltre entrano perfettamente nel settore dell'alimentatore di grande capacità che comunica con l'alveare. Stampa Vincenzo

http://www.iprodottideimonsu.it / http://www.cinet.it/sciami / http://www.cinet.it/attrezzi

3 intervento

Da: Cortesi Livio <livio.cortesi@ > A: aol-mondoapi@yahoogroups.com

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Caro Alessandro,

hai una macchina da pasticcere o qualcuno che te la impresti ? Se no dimentica il tutto; conviene acquistarlo già bell'e pronto.

Se hai l'impastatrice prendi un sacco di zucchero a velo ( quello dei pasticcieri; usalo subito perché se indurisce, addio); Qui in Svizzera, si acquistano sacchi da 10 kg, e circa 3 kg di miele di sicura provenienza da rendere tiepido e bello liquido; si aggiunge un po' di acqua, non troppa (risparmi anche del miele).

Non prendere miele che sia stato cotto, come per esempio quello del resto della sceratrice solare in quanto avrebbe l'HMF alle stelle, dannoso per le api.

Metti lo zucchero e man mano che la macchina impasta aggiungi il miele fino ad ottenere un impasto compatto e non appiccicoso.

Puoi fare dei pani da mettere i contenitori da un kg. o conservarlo nei secchi da 25 kg.

Buon lavoro. Livio

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-----Messaggio originale-----

Da: Alessandro Rende [mailto:alessandro.rende@ ]

Pensavo che fare il candito fosse + facile, non tanto per l'impasto o lo zucchero a velo, quanto perché non capisco se il miele deve essere bollito come dice Vincenzo, oppure se il miele cotto è veramente dannoso per le api come dice Livio.

Io preferirei bollirlo, perché, anche se è vero che non sto rilevando casi di peste da diversi anni, la prudenza non è mai troppa. Oltre tutto il miele di cui dispongo è quasi tutto recuperato dalla sceratrice.

Tanti cari saluti per un Dolce e Santo Natale. Alessandro

 

Da: Cortesi Livio <livio.cortesi@ >

A: aol-mondoapi@yahoogroups.com Oggetto: R: [aol-mondoapi] candito

Re: [aol-mondoapi] candito

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E qui viene il bello! Uno dà dei consigli e subito nascono le contestazioni (alla Biscardi) ...

Alla fine, agisci poi come ti pare... Fai la tua esperienza... ..., comunque, informaci come é andata: la vita é fatta così, se no che gusto ci sarebbe! Ciao e buone feste. Liviaccio

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Riflessioni: candito come prassi raffinata di degenerazione génetica delle api?

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Troppo interessante ciò che è stato inviato alla list sul tema candito, specificamente per il momento, sulla sua sola pratica composizione. E' stato omessa- per altri momenti- tutta la parte controindicativa sul candito come forma subdola (= sotto sotto dolosa, perfida) di raffinata degenerazione génetica per cui un certo punto non ci dovremo poi stupire tanto se avremo api che non si preoccuperanno più di stivare nei "mielarietti" dei favi da nido, accanto e sopra la covata, delle riserve invernali. Tanto c'è Babbo Natale ...

Ricordo semplicemente ai miei giovani allievi che il candito va lasciato ai grandi industriali, a chi ha duemila arnie da guardare e che giustamente si sentono in dovere di stendere, su un foro del coprinido, un materassino gonfiato di candito stanchissimo e obeliscato verso il basso... Costoro sanno che non servirà per nutrire le api a dicembre che non si sposteranno di certo dai loro favi presidiati per andare singolarmente a fare una pericolosa termicamente scappata in soffitta... Il candito servirà mesi dopo quando ci sarà autentica necessità per cause impreviste che a cui non si potrebbe ovviare in fretta data la quantità numerica da accudire..

Sono sempre più convinto con tanti altri amici che le api vanno nutrite a parte in primavera :

quando il tempo imperversasse per una quindicina di giorni e lo sciame recuperato con tutto da costruire rischiasse la sopravvivenza ..

con colonie grandi già a moltissima covata ma quasi prive di miele durante un lungo periodo di pioggia. Le api non nutrirebbero la regina come si deve; la farebbero smettere di deporre; "mangerebbero" addirittura le uova deposte.. Se non si intervenisse ora si arriverebbe con la famiglia alla più importante importazione senza un numero adeguato di bottinatrici

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"Bollire il miele, miele di produzione propria, preventivamente riscaldato fino all'ebollizione" (V.S.).

"-Non prendere miele che sia stato cotto, come per esempio quello del resto della sceratrice solare in quanto avrebbe l'HMF alle stelle, dannoso per le api." (L.C.)

-"Tutto il miele di cui dispongo è quasi tutto recuperato dalla sceratrice."(A.R.)

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Motivi per riflettere.

Il 76 per cento di miele italiano ( c'è di peggio!!) è inquinato da spore di peste americana...

Gli enzimi- chiamati anche diastasi- vengono distrutti dal calore. Dei 280 elementi che albergano, nel miele con la bollitura resta ben poco.. Il miele diventa biscottato : bis. Cotto due volte.. Già il dare dello zucchero alle api fa invecchiare e le fa morire prima del solito perché devono scindere la molecola complessa del saccarosio in quelle del fruttosio e glucosio... Loro non hanno un frullino elettrico

Lo stesso Vincenzo, dottamente, ricorda che si dovrebbero aggiungere "3 g. di acido citrico per Kg di candito, durante la fase di impasto, allo scopo di facilitare l'inversione dello zucchero da parte delle api...."

Visto che in pratica con materiale bollito o riscaldato offriamo alle api del materiale biscottato, per evitare il reale pericolo della peste è più serio rifugiarsi semplicemente nel normale zucchero...

Il miele da sceratrice, poi, è decisamente stracotto dal calore del sole che lo costringe ad abbandonare gli opercoli in cui si trova. In questa corsa alla cottura il miele risulta vincitore sulla lunga distanza piazzandosi davanti alla colata in un suo laghetto perché parte per questa scivolata quasi subito mentre la cera più dura si scioglie molto dopo facendo meno strada

Non c'è però soltanto un problema di cotto o non cotto ma esplicitamente bisogna riferirsi a ciò che Livio ha sintetizzato con una sigla che non è di certo una Città nordica: HMF. Un grazie con applauso perché ha voluto andare al nodo della questione.

Parolone siglate che stanno ad indicare Hidrossimetilfurfural.. Un quantità di cenere si produce nel miele ogni volta che viene a contatto con acido o col calore.. Proprio come ogni legno bruciato lascia sul focolare la sua dose di cenere...

Ad ogni aumento di 10 gradi la produzione di HMF si accresce di 4 volte mezzo. Se una certa quantità di HMF in cento giorni compare ad una temperatura di 30, gliene occorrerà soltanto venti, e non più cento, a 40

( Nessuna delle nostre amiche aggiungerebbe alla tazzina formato elefantino del loro bimbo alle prese con latte naturale, nemmeno pastorizzato, una cucchiaiata di ceneri da mescergli sul fondo con presuntuosa scusa che così lo salverebbero almeno dalla scarlattina ( dalle spore della peste americana?)

Dei gioiosi colpi di batteria tribali a Nicola, a Vincenzo, ad Alessandro che ci hanno offerto spunti per parlare anche di questo. Ne faremo ulteriore argomento qui su apicolturaonline con ulteriori considerazioni... Come fare invece un candito a base del loro polline con due cucchiai di polline ed uno di zucchero da stendere soltanto sul dorso dei favi e non già nel nutritore.. Questo per di più solo quando all'esterno appaiono già i primi pollinici orecchini da zingara del nocciolo ( Avellana= Avellino, sativa..). Accluderemo foto didattiche..

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Tutto quanto scritto sopra, mi piacerebbe andasse ritenuta non una lezione ma solo un atto di cortesia didattica da parte di uno che su queste cose, se non avesse già trovato qualcuno intelligente rispettoso anche delle api non avrei di certo deviato dalle identiche deduzioni a prima vista logiche dell'amico Alessandro...

Buon Anno, a voi, alle api tutte.

Niente ceneri, però, che... se non ammazzano subito le api le fanno certamente invecchiare di brutto e si sa che questo purtroppo- come diceva già Cicerone- è già per se stesso una malattia

( Senectus ipsa aegritudo est).

Viva la vita. Adolfo Percelsi