Sui fogli cerei


Da: Leo & Fra <.......@tiscalinet.it>

A: aol-mondoapi@it.egroups.com aol-mondoapi@it.egroups.com

Oggetto: [aol-mondoapi] fogli cerei.

Data: domenica 8 luglio 2001 22.06

Gent.mo Sig. Percelsi,

la seguo con molto interesse. Avrei una domanda da farle riguardo ai fogli cerei. Da qualche tempo sto sperimentando la costruzione da parte delle api dei favi da nido, secondo sue indicazioni. La cosa sta andando bene.

Preciso subito, signora Silvana, che intendo tenere distinte due questioni. Favi da nido e da mielario.

Sono "biologicamente" contento, anche soprattutto a nome delle api, di aver imboccato questa strada decisamente naturale.

Come poi lei sa, è anche tramite tutta la "banda" o meglio con tutta l'orchestra dei Berliner Philharmoniker della nostra list ... che stiamo portando avanti questo problema...

Personalmente mi restano tuttavia delle precise "insoddisfazioni" circa ancoraggi più sicuri sulla parte ultima sottostante il telaio stesso...Per far attaccare le parti anteriori e posteriori al di sotto della barretta equatoriale devo sovente costringere le api a trovarsi di fatto davanti ad una manipolata virata del favo stesso. Posiziono, cioè, il retro favo sul davanti. Le api, sono così più disposte, anteriormente, a collegare la mini parete verticale cerea costruita al sostegno ligneo ...

Nel secondo anno, questo telaio equatore verrà perfezionato del tutto dalle api?. Come un albero attende sempre una nuova primavera... aspetto anch'io speranzoso si verifichi pure questo

Ultimamente , dovendo aggiungere dei mielari nuovi, ho provato a mettere i telaini con l'armatura e con una sola strisciolina di foglio cereo pronto, invece del foglio cereo intero.

-Signora Silvana, l'armatura per un'autogestione vera delle api non ci va proprio.. Cosa direbbe se le ordinassero di fare una bella torta "compleannica" per il suo lui ma per rendere questa solida robusta, dovesse inframezzarla con cinque barrette di acciaio inossidabile?

Sto scherzando, naturalmente .. I fili direzionali per le api ceraiole, per le api incaricate collettivamente di trovare il filo a piombo circa una perfetta verticalità al campo magnetico terrestre... I fili nella" torta" , nel telaio sono un autentico disturbo...Un insulto alla voglia génica delle api di fare solo cose alla perfezione

Altro particolare da rivelare fin d'ora agli amici impegnati nella stessa sperimentazione: quando al di sotto del solo telaino da nido figura la scanalatura per l'inserimento eventuale del foglio cereo, le api, di solito, partono proprio da lì .. Utilissima, quindi, se uno ha tempo disposizione, anche una mini linguetta cerea inserita ... Ho notato invece che quando, si offre alle api la trabeazione del telaino senza la scanalatura sottostante le api sono facilmente sono indotte a far partire dai bordi le loro costruzioni ( anche da tre cantieri distanziati) sforando il giusto spazio d'api....

Altro problema. Dove inserire questo telaio solo ligneo con barretta equatoriale ( Vedi foto in: http://www.apicolturaonline.it/calcificata.htm

Sono alla ricerca, se scegliendo il bel mezzo di due favi già costruiti, le api sono matematicamente indotte ad "impanciare" ulteriormente quelli già costruiti sul posto e si accontentino di imbastire nuovi favi cerei palesemente striminziti in corrispondenza alla obesità dirimpettaia ..

Se invece si lasciano quattro favi di covata in successione già costruiti senza inframezzarli ad altri vuoti penso che l'inserimento degli altri tre-quattro telai, avvenga con distanze regolari, a giusto spazio d'ape.. Se la vita continua lo verificherò a fondo l'anno prossimo.

-Il tempo ottimo per ottenere costruzioni ceree come lei sa è naturalmente quello che precede l'acacia e la lunga essudazione nettarifera del castagno qui in Piemonte; giorni in cui il polline scatena letteralmente le ghiandole ceripare di tutte le giovani operaie presenti.

Il pre- il durante acacia, fioritura castagno sono tempi eccezionali per costruzioni, - lo saprà avendolo anche sentito dire dalle amiche- sono simili quasi a quelli affettivamente in cui solo durante il fidanzamento e nei primi anni di matrimonio ( fioritura acacia- castagno!?) lui era disposto a fare per l'altra autentiche pazzie. Dopo alcuni anni al contrario lo stesso compagno romantico tira un po' i remi in barca..

Anche le api dopo due grandi fioriture, rallentano un po' tutto .. Non si deve chiedere loro di costruire altro mobilio. Sono già stanche- lei si chiede?

Bisogna fare anche qui ...qualche distinzione

Se l'apicoltore non si è preoccupato di offrire alla regina altri favi per una sua continua deposizione anche durante la fioritura dell'acacia- castagno, infischiandosene se i "contenitori" del nido fossero tutti intasati di polline e miele.. non si può logicamente colpevolizzare le api, parlare ora di api stanche ... Manca tout- court il personale per bottinare, per essudare cera

Nei melari le api indugiano, fanno un giretto, preferiscono addirittura costruire dal nido in su ( stalagmitano?) verso i melari, che viceversa . Ciò può essere dovuto al fatto che m sono sul posto i secondi melari e sono già un po' stanche? ..

- Siamo solo noi che pensiamo le api debbano impazzire per salvare il Pil ( Prodotto interno lordo) . Loro hanno già semplici mezzi olfattivi per constatare con esattezza il pieno e la varietà alimentare del reparto sottostante. Le api sicule da notizie meteo congenite conoscendo il proprio tipo di inverno possono giustamente rallentare la produzione nei mesi caldi

Non sono, quindi, necessariamente stanche le nostre api. Sanno tra l'altro che in quella zona , in quell' ecosistema ( greco: e c o , eco= ambiente) conosciuto da centinaia di anni non ci sono altre importazioni floreali ( vanno escluse le citate api siciliane repentinamente trasferite qui in Piemonte da apicoltore autoctono trinacrio troppo zelante )

Le api locali ecosistemiche rispettate come tali ritengono giusto che bisogna fermare i cantieri i certe situazioni

Lei per i melari come fa?

-Per i mielari inserisco pure solo i soliti telai lignei .. (Prendo dei vecchi favetti da mielario e li ritaglio dalle costruzioni degli anni precedenti ceree su cui albergano purtroppo ancora sonnolenti ma trasmigranti ugualmente residui nocivi non solo del vecchio apistan, ma soprattutto degli attuali peryzin , apitol ; ( assuntol?) assieme "ai tre trattamenti annuali all'antibiotico" contro la esistente latente peste americana di cui di recente alludeva e-mi auguro- solo come ipotesi di terzo tipo- immaginifica ( Volesse che gli uomini campassero sempre: utinam homines semper vixissent) un vivace nostro interlocutore, il signor Angelo Dettori.

( qui da me, sulle Langhe...),

Posso confidarle sottovoce, come sottocanto da cardellino che sta imparando dagli anziani cantori, che conosco pure una bella canzone che recita : "Langarola vagabonda, seduta sulla sponda del Tanaro che va.. "..... e che sono amico dei componenti l'orchestra "I Langaroli"? Ok. Fatto.

La ringrazio e attendo con ansia una sua risposta perché mi sto chiedendo se devo recuperare il tutto e dare il foglio intero. Da me le api raccolgono ancora per un po' . Silvana

Penso che anche l'offerta dell'intero foglio cereo resterà inascoltata. Al massimo le api passeranno, proprio per non perdere tempo- sulla parte della nuova cera la loro sanitaria patina di propoli, proveniente da fatiche esterne o ravvivando e rinnovando quella recuperata dalle pareti-favi interni della camera sottostante...

Con stima . Auguroni a lei , a tutti i suoi cari ( api comprese!)

Adolfo Percelsi.

[vedi anche]Come far costruire integralmente i favi cerei "biologici"solo dalle api