Punture? Nulle o quasi , se....


Per i miei intrepidi allievi della scuola Materna apistica ai loro primi faccia a faccia con le amiche " nemiche"api.

Sommario: Affumicatore, soltanto per emergenza- Al suo posto abitualmente un nebulizzatore per acqua e zucchero-

-"Affumicatore"( per uno come me che lo voglia..)solo ad una sigaretta super leggera-

Tovaglia idrofuga coprinido-Altra tovaglietta copri favi-

Nel nido far tenere da un separè il posto abituale dell'ultimo favo laterale -

Non estrarre , se non assolutamente richiesto, e portare all'esterno arnia, i favi ma spostarli solamente dalla loro sede-reggetta a quella fatta libera dal prelevamento del separè ..- Panno avvolgibile e srotolabile sui favi stessi una volta scoperchiati-

- Non scuotere le api, violentemente le une sulle altre del nido. Una zanzariera come recettore divisorio attutente

Cassetta di servizio

-Una lamiera di circa un metro di larghezza da piazzare orizzontalmente davanti all'arnia-altezza ingresso, che accolga le api scaraventate, "scosse" dai favi

Quando le api pungono meno? In primavera, quando c'è tanta importazione o altro?

-Influssi cosmici lunari veri o solo influssi.. comici se pretendiamo di specificare troppe cose?

Consigli ed indirizzi di centri specializzati per punture da imenotteri

Terminologia: quando si parlerà di tovaglietta idrofuga ci si riferisce a della carta che non assorba umidità, che faccia scivolare l'acqua , che la " metta in fuga= da cui la dicitura carta idrofuga ( greco: i d o r , idor = acqua)

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Dedicato (particolarmente) all'amico Leonardo, simpatico apicoltore che mi ha ricordato giovani spagnoli sfidanti i torelli a viso aperto in una tipica strada di Pamplona --------

Se Leonardo assommerà ciò che gli ha suggerito saggiamente Nicola Donà [n.d.r. vedi dibattito sulla lista aol-mondoapi]

"L'aggressività, la tendenza alla sciamatura, la laboriosità delle api, dipendono dalla regina, ma anche da fattori igenici-sanitari interni all'alveare. La tua famiglia può essere inavvicinabile per regina con tendenze aggressive, (elimina la regina) più raramente per quanto riguarda l'aspetto igienico sanitario.

Fattori secondari dell'aggressività possono derivare dall'ubicazione delle/a arnie o altro.

Prova, per esempio, a visitarle quando sei incavolato o nervoso; l'odore della tua adrenalina farà incattivire pure loro.

-Penso che le famiglie d'api ci riconoscano come amici o aggressori.

Amici se nelle nostre visite non riusciamo a farne fuori neanche una; nemici quando ne uccidiamo maldestramente molte creando una nuvola di feromone-allarme che va ad impregnare maschera, tuta, guanti, attrezzi e che loro percepiranno anche alla visita successiva.

-Il riposizionamento del coprifavo è l'operazione più delicata della visita; se non lo rimettiamo al suo posto come si deve, facendolo cioè strisciare letteralmente, subito, bassissimo dal dietro arnia in avanti costringendo lentamente, quasi sospingendo le api ad allontanarsi, si rischia di spiaccicarne molte sul bordo dell'arnia che impregneranno di ferormone-allarme il bordo dell'arnia mantenendo le api in costante allarme-aggressività".

-Se a tutto ciò, Leonardo, memorizzerà altre elementari modalità operative, penso che in primavera ci potrà raccontare addirittura di essere stato invitato a cena da qualche ape estroversa che lo abbia recepito e scoperto come autentico caldo audace preciso manipolatore

Coraggio, e "speriamo che me la cavo"! anche per Leonardo e per tutti

Altre considerazioni

Quando si ha a che fare con centinaia di alverari si è obbligati, anche non volendolo, a ricorrere a maniere sbrigative. Procedendo con estrema calma le api stesse in certune situazioni non perdonano proprio, riempirebbero chiunque di pungiglioni. ( Possiedo un video americano con foto di un apiario con duemila casette.. Ebbene ogni fotogramma di richiusura del coprinido di quelle arnie documenta vistosamente il massacro di qualche migliaio di api ogni volta.)

1) Noi possessori di poche arnie dobbiamo assolutamente evitare ciò

-2) Le api pur piccole e fragili, possono uccidere...Anche una sola ape per chi soffre di allergia generalizzata può fa finire alla tomba

3)-Bisogna assolutamente avere un'Assicurazione contro danni a terzi.. I vicini dell'apiario anche solo psicologicamente è utile sappiano della cosa . Se punti da veleno d'api, ( cosa da dimostrare!) tornerà loro gradito che verrà pagato il disturbo delle giornate lavorative perse

-4) Usare la maschera di protezione tanto più quando si è agli inizi del mestiere. -

-5) Tenere sempre a disposizione un secchio d'acqua per tuffare dentro la testa qualora succedesse qualcosa di imprevedibile.

Botanicamente conosciuto come Diospiro (= Diòs, genitivo del sostantivo greco Zeus, = sementi di Giove) un caco oltre maturo, a fine ottobre piombò su una mia arnia aperta mentre stavo estraendo un favo di covata . Le api inviperite, telecomandate, in un secondo avvolsero la mia faccia, collo....

Calma e sangue freddo, più testa immersa nell'acqua refrigerante il loro pungiglione, mi salvarono dalla situazione...

Ma eccoci finalmente il succo del discorso.

Dopo trent'anni di esperienze aprendo un'arnia oggi mi comporto così:

6)Tengo sempre l'affumicatore ( spento e già caricato) disponibile per emergenze. Sostituisco la sua funzione ricorrendo ad una sigaretta, leggerissima (Le "Capri" che non respiro) -

- Il mio vero "affumicatore" infatti è soltanto a base di acqua. ... Uno spruzzino per fiori, cioè, che nebulizza acqua e che per istinto bonario congenito faccio quasi sempre leggermente zuccherare... Perfino i bimbi nascituri in gestazione riconoscono il sapore del dolce...Iniettando del saccarosio nel liquido amniotico il piccolo suggitore assorbe il liquido materno che lo avvolge tre volte di più del solito.. Anche le api vanno " pazze" a modo loro per il sapore dolce sia pure con modalità diverse dalle nostre.

Quando apro una casetta spruzzandole di acqua e zucchero (una autentica libidine per loro) le mie api si mettono letteralmente a ballare il twist, gluteano le sorelle con autentiche mosse conosciute come calcio di mulo.. A parte gli scherzi è documentato che già con la sola acqua le api, si ritirano verso il centro arnia.. Con l 'acqua zuccherata, invece, restano tranquillamente a suggersi in reciprocità e sottovoce dove si trovano. Mi ripeto, lo giuro!!, le sento sovente implorare : " Ancora. Ancora!"

Pur avendo avuto in trent'anni varie esperienze "dolorose" con le api ( soprattutto durante la fioritura del castagno con veleno tipico al tannino?) persisto volentieri e sereno a restare ore ed ore presso l'apiario con semplici slip. Preferisco ancora qualche puntura di tanto in tanto che non il calore estivo intensissimo.

7) Ci sono dei combustibili per affumicatore autentiche puzzolenti provocazioni, per le api, tipo cartoni che abbiano contenuto materiale chimico.

<-----Ho visto apiari dove le api partivano addirittura in picchiata non contro le persone ma anzitutto si kamikazavano contro l'apparecchio fumogeno stesso..

Ma voglio ora finalmente dirvi ciò a cui tengo molto. Un piccolo insignificante segreto operativo per cui

-aprendo un'arnia, con un sistema di intercapedini "cartacee", è possibile non procurare alcuna effrazione o schiocco rumoroso, tipici soprattutto delle prime ore della giornata con temperature basse..

8)- steso sopra il nido dell'arnia ho sempre una "tovaglia" di carta robusta idrofuga,( vedi foto), tipo tela incerata, non assorbente umidità-acqua.

Si tratta di una tovaglia larga un po' più del reale coprinido per chiudere bene e meglio ogni fessura perimetrica

E' questa copertura cartacea che permette di aprire l'arnia senza alcun rumore indebito provocatore. Su questo teloncino cartaceo verrà appoggiato il coprinido.

Inizio ad operare togliendo, quindi, il classico coprinido ...

Sblocco poi la "tovaglia" sottostante dalla poca propoli "siliconata" dalle api ai bordi delle pareti ...

Subito un primo commento al riguardo

Nonostante la casetta sia già aperta non sono per nulla ancora in difficoltà con le api perché... sui favi e pendente ai lati come un altro copri tavola "normale, le api sono tenute ancora a bada, da una seconda "tovaglietta" sempre di carta idrofuga .

A questo punto mi resta ancora possibilità di difesa ricorrendo ad un parziale arrotolamento, ad una apertura ristretta della seconda "tovaglietta" inserita sopra i favi .....In più accompagno questa ultima gestualità di arrotolamento - come dicevo già- con la calmierante gradita nebulizzazione di acqua e zucchero

Per chi non avesse questa "carta" come me sui favi potrà ugualmente ricorrere alla analoga, similare sperimentatissima stoffa, srotorabile sui favi. (vedi foto)

A questo punto- ritengo- che Leonardo stesso, il temerario, se dovesse inserire delle tavolette di timolo sarebbe un gioco... Operando sui vari lati dei favi ridistendere la "tovaglietta" prima sulla parte destra dell'arnia ed aprire, sempre piano piano, spazi sul lato sinistro.. Altre due tavolette al Timolo, altro regalo di acqua e zucchero...

-Se fosse necessario invece operare all'interno, sulla covata stessa-

1) come utilità serve aver preventivamente lasciato libero nell'arnia il posto abitualmente occupato dall'ultimo favo ed averlo sostituito con un separè facilmente asportabile al momento di operare.

Il separè ( da non confondere con un diaframma per definizione a chiusura ermetica dello spazio affidatogli) è consigliabile piazzarlo nella zona laterale dell'arnia, verso Nord (dove c'è più freddo!) e dove le api andrebbero a sostare solo forzatamente..

Tolto il separè e senza trasferire all'esterno i favi, questi potranno semplicemente occupare il posto lasciato dal favo attiguo, non facendo "evaporare" inutilmente tutto il "profumo" ferormonale della famiglia

2) Quando invece si devono estrarre dei favi, (ritagliare celle reali per "distruzione" o prelevarne alcune veramente belle e provenienti da una famiglia buona e produttiva) è saggezza avere a disposizione una cassettina di servizio da richiudere subito ogni volta che ve se ne deponga uno...

Sui favi ancora da visitare, nel frattempo si stenda uno stuoino ( vedi foto).. Stuoino supportato da due legnetti ai bordi, avvolgibili, stile porta bandiera, in modo da procedere ancora sempre parzialmente solo sulla zona scoperta che interessa...

-Scuotendo i favi , prescindendo pure non si tratti di favo con larve ed uovini che finirebbero fuori dalla loro culla, le api non andranno mai scaraventate le une sulle altre ma si deve cercare di operare in maniera diversa. ricorrendo per esempio, ad un lamierino leggero in alluminio di un metro e mezzo, con sponde ripiegate, a protezione posizionato sul davanti, orizzontalmente all'ingresso.

Un pugno bene assestato in direzione di quella autostrada per api basterà. Le api "scosse" saliranno da sole, piano piano, verso casa.. Anche le api neonate non si perderanno se lo scivolo è stato posizionato orizzontalmente.

-Altre volte, invece, dovendo rubare favi di miele ai lati della stessa covata, dovendo scuotere le api e non avendo lo scivolo a disposizione, si potrà ricorrere semplicemente alla abituale rete zanzariera per propoli che andrà stesa sopra il nido .. Zanzariera sulla quale esiste intenzionalmente un mini foro centrale... che le api scoprono sempre infallibilmente rifugiandosi sotto in compostissima fila indiana con un evidente palpabile sospiro di sollievo.... Questa volta un mielario vuoto supplirà come utile sponda protettiva

Quando le api pungono di meno?

C'è uno studio del grande divulgatore americano ( morto qualche anno fa Southwick, E.E e Moritz ( 1987) et al. A. B.J novembre 1999) ..circa la questione se le api pungano meno quando hanno a che fare con una eccezionale importazione..

Pare che quest'ultima ipotesi influisca solo per lo 0, 1 per cento. Quando la temperatura , invece, è alta le cose sono più complesse.

Condizioni ottimali sono quelle della primavera ( colonia poco sviluppata, pressione barometrica media con cielo nuvoloso e debole umidità relativa, temperatura poco elevata )...

Per essere certi di tutto questo, però, bisognerebbe mettersi in contatto con tutte le stazioni meteo d'Europa. Avere termometri densimetri appesi ad ogni d'albero.... Si salvi chi può...

Noi, invece, come Leonardo, quando la "patria" chiama; allorché il giorno libero da lavoro lo permette, dobbiamo piegarci sulle nostre arnie aperte sperando solo in bene, meteo o non meteo.

Anche influssi cosmici o... soltanto comici sulle nostre arnie?

E' diffusa la teoria dell'influsso degli astri, sull'uomo e sulle api stesse.

Penso che globalmente l'ipotesi sia vera ( alte e basse maree: grandi quantità di luce riversata sulla terra o più prolungato buio su sementi influenzano di certo il loro procedere, ma il tutto secondo me, non è invece documentabile quando si scende su minimi particolari compresi quelli apistici che elencheremo )

Personalmente-come miserabile profanatore astronomico- ho sul computer un cd rom Galactica edito dal Giornale su sui guardo giorno per giorno, con data ed ora precisa quale costellazione mi sovrasti... Se la chioma dell'innamorata Berenice offerta agli dei purché il suo amore tornasse vivo dalla guerra Posso anche sapere per esempio che la Stella polare è cento volte più grande del sole il quale 'poveretto" lo è di soli 1.394.400 km. So finalmente che questa stella invece di essere fredda è di 7000 C.

E' a 470 anni luce ( greco= l e u k o s = brillante) di distanza dal sole ( anno luce uguale a 300.000 mila chilometri al secondo..)... Agirà sulla mia amata terra anche 470 anni luce dopo che questa stella popolare sarà effettivamente scomparsa... Dopo che è diventata "nana"...

Per il momento, per il tipo di cervello che mi trovo ad avere, baconiano empirico, influssi cosmici particolareggiati come per esempio quelli sui giorni di calore-frutto, giorni di acqua foglie... rapportati all'alveare restano per me ( pur spiacente) influssi più comici che cosmici

Che aprendo un'arnia venga rotto lo strato protettivo di propoli, e la luce entrando nella famiglia, crei una perturbazione, e che già da questo sia lecito pensare "che in tal modo gli influssi cosmici possano agire sulla famiglia" , per me, siamo in piena genericità. Può darsi anche sia vero, ma tutto è possibile. Anche il contrario

Tra l'altro le nostre api hanno scelto di restare al chiuso, a differenza, se ricordo bene, dell'Apis dorsata gigante col suo metro quadro di favo all'aperto. Le nostre imenottere hanno già la loro cuticola, come pannelli solari da ricaricare coraggiosamente ogni volta che escono verso il Sole o anche solo seguendo i raggi ultravioletti e deporli termicamente poi come noi pelle con pelle sulle superfici dei favi in piena oscurità...

(Stop. Avendo già molte difficoltà circa la conduzione delle api, questa della luna o di altri astri, la lascio, quindi, volentieri alla fantasia di ciascuno . Ecco comunque testi sulla specifica questione. Diceva saggiamente Angelo Dettori: leggere con calma. Non fa male alla salute.)

Da "Apicoltura " Matthias K.Thun Editrice Antroposofica Milano.

Giorni di acqua-foglie

-In questi giorni, quando la Luna è in Pesci, Cancro e Scorpione, le api non vogliono essere disturbate. Il fastidio che provano per un trattamento effettuato in questi giorni viene manifestato con una maggior voglia di pungere. Le rese di miele sono inferiori alla norma.

Giorni di calore-frutti

-Le famiglie che vengono trattate in questi giorni, quando la Luna è in Ariete, Leone o Sagittario, tendono a raccogliere più nettare. In seguito a questa tendenza un po' unilaterale esse producono nella prima metà dell'anno rese di miele molto alte, ma di solito tralasciano la cura della covata, di modo che nella seconda metà dell'anno non possono più ot tenere rese elevate. Nei controlli si dimostrano molto calme.

--Sappiamo solo che l'arnia deve essere aperta per riuscire a rendere attive nei confronti delle api momentanee influenze esercitate dalle costellazioni. Poiché, aprendo l'arnia viene rotto lo strato protettivo di propoli, e la luce entra nella famiglia, e si crea quindi una perturbazione, riteniamo che in tal modo gli influssi cosmici possano agire sulla famiglia. Dall'agricoltura ci è noto che le forze cosmiche possono agire solo quando il suolo viene smosso. In seguito a questo movimento, nell'ambito dell'organismo del suolo si crea una condizione di caos, che in seguito all'instaurazione di un nuovo ordine diventa in grado di assorbire le forze cosmiche. Una situazione simile si crea nella famiglia delle api quando si apre l'arnia"

 

Termino. Punture nulle o quasi se...Aprire un'arnia sarà comunque sempre per ogni apicoltore una grande piacevole sconvolgente sorpresa.

Potrà ricordarci perfino comportamenti familiari variabili, di chi è a casa e che di solito ci aspetta con estrema accoglienza affettiva .. Non sempre, però, la stessa persona può trovarsi nelle condizioni migliori per riceverci. ( "Troppa umidità relativa, il taglia erba fatto passare davanti alle arnie lasciandovi puzza di miscela- il figlio che ha fracassato il motorino riportandone azzoppatura deambulatoria alla rotula per qualche mese...)

I fastidi avuti nel frattempo, cioè, possono essere stati tali e gravi, da rasentare per noi che bussiamo alla porta, che stiamo per aprire un'arnia reale o domestica, se non l'aggressività delle api descritteci da Leonardo, almeno non tutta l'euforia di un nascituro alle prese con il saccarosio o quello delle mie amate api, alle prese con affumicatore a "pioggia nebulizzata" con acqua e zucchero...

Sempre con simpatia.. Adolfo Percelsi

Punture di imenotteri: Vedi pure esaustivamente: http://www.apicolturaonline.it/apiter1.htm