I report di Gianni Savorelli alla lista aol-mondoapi gennaio 2001


Data: Tue, 30 Jan 2001
Mortalità invernali di Varroa
Korpela; Aarhus; Fries ; Hansen JAR vol 31 n3
La dinamica di crescita della popolazione di varroa risulta funzione del clima. Si può assumere che dove il periodo di covata è ridotto, lo sviluppo della varroa è insufficiente per portare rapidamente alla distruzione gli alveari. Significative correlazioni sono state verificate tra la caduta naturale di fine estate e la mortalità di alveari sperimentali non trattati.
La mortalità naturale in alveari finlandesi è stata valutata nel 30,8% dal 26 ottobre al 1 marzo. Precedenti studi austriaci ( Moosbeckhofer )verificano una mortalità naturale del 13,6% nel periodo dall'8 novembre al 3 marzo. La mortalità naturale invernale dunque è funzione della latitudine e della relativa assenza di covata.
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Data: Tue, 30 Jan 2001
Azione della varroa sull'ape
J. Le Conte; F.Jeanne BTA 18(2) 91 75 1423/28
La varroa si nutre dell'emolinfa delle larve . Questo porta a dei cambiamenti qualitativi e quantitativi nello spettro proteico dell'emolinfa di queste larve, dovuto non solamente ad una diminuzione delle proteine ma anche alla possibile liberazione di sostanze tossiche nell'emolinfa.
L'abbassamento del tenore in proteine delle larve infestate è dell'ordine del 15/20%.
Queste proteine vengono assunte dalla varroa sia per il suo sviluppo che per la maturazione delle uova. Il prelievo di emolinfa porta ad un calo del peso della ninfa di ape.Se più di 8 acari parassitizzano una larva questa muore prima della nascita.
Allorchè un'ape è parassitizzata nel suo periodo ninfale, numerose modificazioni possono apparire. Il peso è ridotto alla nascita dal 6,3 al 25%.
L'aspettativa di vita è ridotta del 50%
Vi sono modificazioni morfologiche evidenti come:
riduzioni di taglia
atrofia dell'addome
malformazioni del pungiglione , delle ali e delle zampe
riduzione della taglia delle ghiandole ipofaringee e disfunzione delle ghiandole ceripare
Il metabolismo della varroa consuma d'inverno una quantità di emolinfa uguale al volume di emolinfa di un'ape.In primavera le api parassitizzate presentano una riduzione degli emociti di circa il 30%.e un tenore di acidi nucleici nei tessuti muscolari significativamente ridotto.
L'organismo diviene dunque estremamente più suscettibile ai microorganismi patogeni. le ferite aperte dalla varroa sono vie aperte alle infezioni batteriche e virali. La varroa può anche iniettare direttamente certi patogeni nell'emolinfa dell'ape.
Infezioni batteriche conseguenti sono state osservate. Api parassitizzate presentano nell'emolinfa un numero di batteri doppio rispetto a quello di api sane
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Data: Mon, 29 Jan 2001
Influenza dei fattori meteorologici nell'accettazione di celle reali (allevamento di regine )
E. Popolizio Università di Tucuman Argentina
 
La interazione dei fattori meteorologici è una preoccupazione costante nei centri di riproduzione apistici. Si è voluto perciò studiare gli effetti di temperatura;umidità relativa e pressione atmosferica sulla percentuale di accettazione di celle reali.
I risultati mostrano che l'accettazione di celle reali è in stretta relazione con la temperatura minima ( 8C costituiscono la soglia minima ) e con l'umidità relativa ( sotto al 50% diminuisce sensibilmente la percentuale di accettazione).
La pressione atmosferica ha anch'essa un suo ruolo . Sotto 960mm si abbassa l'accettazione
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Data: Thu, 25 Jan 2001
Lo scambio di cibo influenza lo sviluppo delle giovani api?
Norbert Hrassing- Karl Creilscheim Istituto di zoologia Università di Graz Austria
Le api producono nella loro ghiandole ipofaringee e mandibolari un cibo altamente ricco d di proteine. Questa gelatina è distribuita non solo alle larve, ma anche alle api adulte della famiglia e alla regina.
Per verificare come le giovani api siano influenzate dal trasferimento del cibo, gruppi di giovani operaie sono stati confinati in quattro tipi di gabbie all'interno della colonia.
Le gabbia avevano le seguenti caratteristiche:
singolo schermo con e senza polline ( trofallasi possibile )
doppio schermo con e senza polline ( trofallasi impossibile )
Parallelamente sono state verificate in api di otto giorni le dimensioni della ghiandola ipofaringea e di altre parti del corpo.
Sciroppo di zucchero è stato fornito a tutte e quattro le gabbie. I gruppi in cui la trofallasi era possibile hanno consumato una quantità di sciroppo significativamente maggiore indicando il trasferimento di carboidrati alle api all'esterno della gabbia.
Il consumo di polline non dipende dal fatto che la trofallasi sia possibile o no..
Per lo sviluppo delle giovani api sembra necessario il consumo diretto di polline mentre il trasferimento della gelatina proteica mediante trofallasi sembra essere a questo effetto irrilevante.
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Data: Mon, 22 Jan
Trasmissione delle spore di nosema
T.C. Webster Kentucky State University USA
Sono stati realizzati esperimenti per verificare le modalità di diffusione di Nosema apis via trofallasi da opeaie che avevano recentemente ingerito spore.
Nel primo esperimento le api sono state divise in due sezioni divise da una griglia verticale.che ne impediva il passaggio , ma non la trofallasi. Le api di una parte ( donatrici ) sono state nutrite con sciroppo di zucchero contenente una quantità nota di spore di Nosema e rubidio , utilizzato per determinare la quantità di sciroppo utilizzata da ciascuna singola ape. Le api dell'altra parte ( riceventi ) non potevano raggiungere direttamente lo sciroppo e potevano di questo essere nutrite solo dalle api donatrici.
Dopo tre giorni, per mezzo di un emocitometro si è verificata la quantità di spore presente in ogni ape. I dati sembrano indicare che le api riceventi ingeriscono una quantità di spore analoga a quella delle api donatrici in proporzione alla quantità di sciroppo ingerito. Si conclude che le spore sono rapidamente trasferite mediante trofallasi a tutta la colonia .
In un secondo esperimento si è verificato il quantitativo di spore che la regina può ricevere.
Ne è risultato che la regina contiene un numero di spore di Nosema maggiore rispetto alle operaie in rapporto alla quantità di sciroppo ingerito. Ne consegue che non vi sono meccanismi di protezione della regina nella diffusione di questo patogeno.
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Data: Sun, 21 Jan 2001
Comportamento delle api che si prendono cura della regina
Kralj, Bozic Università di stato della Louisiana Baton Rouge USA
Le api che si prendono cura della regina fra una deposizione e l'altra manifestano quattro tipi di comportamento:
ondeggiano le antenne in prossimità del corpo della regina
palpano la regina con le antenne
leccano la regina
la " spazzolano" con le zampe anteriori
Questo comportamento ha anche grande importanza per la diffusione dei feromoni reali.
Durante i movimenti delle antenne e le palpazioni le api si muovono irregolarmente avanti e indietro in prossimità della regina.
La " cura" della regina di ogni singola ape non dura a lungo.Le api che hanno toccato la regina con la ligula , immediatamente dopo averla lasciata si muovono in modo significativamente veloce rispetto alle altre api " della corte".. Queste api hanno inoltre un comportamento di autogrooming
più frequente e più duraturo delle altre api. . Il comportamento di autogrooming avviene nella seguente sequenza:
pulizia delle antenne e delle parti della bocca
pulizia delle zampe, prima le anteriori e poi le altre
pulizia dell'addome a mezzo sfregamento con le zampe
Questo comportamento ricolloca il feromone reale dalle antenne e parti boccali all'addome dell'operaia..
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Data: Thu, 18 Jan 2001
Le esigenze nutrizionali -polline: per le api non è sempre la stessa cosa
Justin Schmidt Carl Hiden Bee Research Center USDA Tucson USA joschmid@u.arizona.edu
Gli organismi viventi che siano bambini o api necessitano di un'appropriata nutrizione nella fase di sviluppo.
Il polline può essere visto come mini-vegetale i cui grani si presentano in una varietà di colori e dimensioni che contengono differenti combinazioni di proteine, grassi,vitamine e minerali.Se le api sono costrette solo su una o due specie di polline per un lungo periodo possono soffrire di deficenze di nutrimenti come proteine e eccessi di altre sostanze. Talvolta può persino succedere che le bottinatrici raccolgano polline che le api di casa esitano ad utilizzare o che sia raccolto polline con capacità nutritive estremamente basse col risultato che il suo consumo produce benefici minimi allo sviluppo della colonia.Nella pratica i problemi si possono presentare quando le famiglie si trovano in condizioni di stress oppure in vaste zone di monocultura dove sono costrette a bottinare un solo tipo di polline.
Questo risulta in genere in un rapido indebolimento della famiglia.Le nosre prove di laboratorio dimostrano che una miscela di pollini diversi è quasi sempre meglio di una singola varietà
di polline.
Nello studio è stata anche realizzata una catalogazione delle qualità nutrizionale dei differenti pollini, specifici esempi di pollini buoni, poveri, tossici in relazione ai loro effetti sulla nutrizione delle api
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Data: Wed, 17 Jan 2001
L'importanza del polline per le singole api e per la famiglia
K. Crailsheim Istituto per la zoologia Università di Graz crailsheim@kfunigraz.ac.at
Per le api il polline è la principale fonte di proteine e una importante fonte di grassi. Il valore nutrizionale del polline dipende dalla sua digeribilità e dalla composizione in aminoacidi, molti dei quali sono essenziali.
La quantità di proteine disponibili è determinante per l'allevamento di covata e perchè questa possa raggiungere lo stadio di adulto e di conseguenza sulla dinamica della colonia.
L'importanza del polline per la singola ape varia durante il suo periodo di vita.
Solo nel periodo che trascorre come nutrice possiede gli alti livelli di enzimi necessari per degradare le proteine del polline.Durante questo periodo il movimento del nutrimento dallo stomaco al retto è lento e la nutrice è così in grado di digerire e utilizzare un'alta proporzione della quantità di proteine ingerite. Api molto giovani, più giovani che nutrici, e bottinatrici non consumano polline in maniera significativa e non sono in grado di digerirlo. Piccole entità di polline possono essere rinvenute nel tratto gastrointestinale di fuchi di pochi giorni , ma la loro capacità di digestione è generalmente bassa a paragone delle api nutrici.
Le nutrici consumano la maggior parte del polline nella colonia. Utilizzano gli aminoacidi per aumentare il contenuto di proteine del loro stesso corpo, ma la maggior parte è utilizzata per la produzione della gelatina ricca di proteine sintetizzata nella ghiandola ipofaringea.
Questa gelatina è utilizzata per nutrire le larve e tutti i membri adulti della famiglia e fornisce proteine facilmente digeribili.
La regina necessita di quantità incredibilmente alte di proteine per la sua opera di deposizione e dipende chiaramente in questo dalle nutrici.. La regina viene sempre ben nutrita, anche durante periodi di cattivo tempo in cui le riserve di polline possono essere basse, al contrario di quello che succede per la covata e gli altri membri adulti della famiglia.
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Data: Mon, 15 Jan 2001
Risposta delle api ai cambiamenti della qualità del polline
S. Pernal Dipartimento di scienze biologiche Simon Fraser University
Burnaby Canada pernal@sfu.ca
Il polline è essenziale per le api. Le conoscenze sulle modalità di raccolta e controllo sono però incomplete.Alcuni studi dimostrano che le api regolano la quantità di polline raccolto in risposta alle necessità dell'alveare. Rimane sconosciuto in che modo le api si regolino in risposta a eventuali variazioni delle capacità nutrizionali del polline.
Lo scopo di questo studio è stato verificare le risposte degli alveari test a cambiamenti del valore nutrizionale delle loro riserve di polline.
Le api sono in grado di valutare e rispondere ai cambiamenti della qualità delle riserve di polline. La risposta delle api ad una diminuzione della qualità del polline è paragonabile ad una diminuzione della quantità di polline disponibile.. Un più alto numero di bottinatrici viene inviato per questo compito. Non sembrano invece esserci individui che si specializzano nella ricerca di polline di migliore qualità. Inoltre le singole bottinatrici non variano il tipo e il numero di specie visitate e neppure effettuano maggiori sforzi per raccogliere maggiori quantità.. Il problema viene risolto nell'insieme della colonia; in presenza di un minor valore nutritivo del polline una maggior quantità viene raccolta da un numero maggiore di bottinatrici.
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Data: Mon, 15 Jan 2001
© 1999 - 2000 Le Scienze S.p.A. da Le scienze online
Per la prima volta sono stati osservati i processi genetici che decidono se una giovane ape è destinata a diventare operaia o regina.
Legando una serie di immagini che descrivono quali geni sono attivi, i ricercatori del Bee Research Laboratory dell'Università dell'Arizona hanno individuato con esattezza i meccanismi con i quali gli ormoni, stimolati da fattori ambientali e nutrizionali, fanno sì che le larve attivino i geni necessari a compiere il loro destino.
Le femmine di Apis mellifera, infatti, cominciano la loro esistenza come larve bipotenziali, con la capacità cioè di entrare in una delle due caste di api: quella delle operaie o quella delle regine.
"L'abilità dei giovani di una specie di differenziarsi in diverse caste è chiamato polifenismo" ha spiegato Jay Evans del Bee Research Laboratory nell'articolo pubblicato nell'ultimo numero della rivista "G enome Biology". "La nostra ricerca rappresenta la prima visione su scala genomica di questo tipo di sviluppo."
Per arrivare al risultato, i ricercatori hanno usato profili di espressione dei geni noti come "array". Con essi è stato possibile stabilire esattamente quali geni fossero attivi durante lo sviluppo delle larve. Dalle osservazioni, i ricercatori hanno potuto concludere che le larve destinate a diventare regine sembrano attivare un insieme distinto di geni legati alla casta, inclusi quelli responsabili del metabolismo e della respirazione. Nel caso delle api operaie, viceversa, continuano a esprimersi i geni tipici della fase giovanile di larva. Questa differenza nell'espressione dei geni porta, secondo le ipotesi, a una differenza nelle dimensioni e nelle funzioni degli organi che permettono all'ape regina di raggiungere il dominio durante il suo sviluppo.
"C'è una competizione spietata - ha spiegato Evans - per svilupparsi velocemente e guadagnare la capacità di guidare tutte le altre. La regina che si sviluppa per prima, anche se si tratta solo di poche ore, quasi sempre batte le regine rivali nell'arrivare al controllo della riproduzione della colonia."
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Data: Fri, 12 Jan 2001
Il segreto del volo del calabrone
Da Newton gennaio 2001
Attraverso una simulazione al computer gli scienziati della Cornell University americana hanno infatti ricostruito la dinamica del volo degli insetti, scoprendo che il ruolo più importante è svolto dall'esistenza di particolari vortici. Questi sono creati dall'oscillazione delle ali e dal loro cambiamento di inclinazione, movimenti che seguono un preciso ordine disegnando una sorta di otto.
Gli spostamenti d'aria vengono sfruttati dall'insetto sia di volta in volta per procedere in avanti, come fossero propulsori, sia per mantenersi sospesi quando per esempio, succhiano il nettare. I vortici sono soggetti alle leggi della dinamica dei fluidi e ciò ha permesso agli scienziati di utilizzare l'equazione di Navier-Stokes che governa tali leggi. Così , dopo centinaia di calcoli, sono riusciti ad ottenere la simulazione al computer del moto di un'ala di una libellula. I risultati hanno anche permesso di risolvere l'annoso mistero di come il bombo riesca a volare. Infatti non esisteva
finora una spiegazione fisica di come questo insetto, con il suo corpicino tozzo e le piccole ali, potesse volteggiare nell'aria e spostarsi di fiore in fioresenza avere problemi.
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Data: Thu, 11 Jan 2001
studio sul bilanciamento idrico di varroa
Diana Sammataro; Jay Yoder dipartimento di entomologia Università della Pennsylvania
relazione presentata ad Apimondia 99
 
L'abilità della varroa adulta di tollerare la disidratazione, particolarmente tra una fase di alimentazione e l'altra richiede il continuo mantenimento di una adeguata quantità di acqua nel corpo bilanciando accuratamente le perdite e le le acquisizioni di acqua, una relazione conosciuta sotto il nome di bilancio dei liquidi.Questo comportamento è una specialità dei piccoli acari caratterizzati da dimensioni minime e larga superfice del corpo rispetto al volume.in cui questo aspetto crea appunto problemi di perdita di umidità.
Impedire il bilanciamento delle perdite idriche costituisce una possibilità di controllo dello sviluppo dell'acaro.La particolarità della varroa è di perdere liquidi in quantità consistenti a temperature maggiori di 30C.Le caratteristiche di conservazione dei liquidi come basso contenuto di acqua
nel corpo, alta tolleranza alla disidratazione, abilità di assorbire acqua libera e comportamento di conservazione dell'acqua non sono apparenti.La capacità della varroa di assorbire acqua dall'umidità dell'alveare è determinante per la sopravvivenza dell'acaro.La bocca è il sito di assorbimento.
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Data: Mon, 8 Jan 2001
L'effetto di varroa sul livello dell'enzima glucosodeidrogenasi
Xialong Yang dipartimento di Entomologia Università di Pennsylvania
Relazione presentata ad Apimondia 99
La varroa è ben nota come portatore di diverse patologie delle api. L'acaro è ritenuto il maggior responsabile nelle serie mortalità di alveari causate dalla sindrome da acari ( BPMS).Si sospetta che l'infestazione da varroa possa avere un impatto sul sistema immunitario delle api risultando in una più bassa difesa immunitaria nei confronti degli agenti patogeni e di conseguenza una maggior suscettibilità ad essi.
L'enzima FAD glucosodeidrogenasi ( GLD) è essenziale nella formazione dei radicali liberi operanti come killer nella risposta immunitaria cellulare di parecchi insetti, ape compresa.
In questa ricerca si è investigato sulle differenze di GLD presenti in pupe di api infestate da varroa e in pupe di api prive del parassita.
L'attività specifica di GLD in pupe infestate da varroa è risultata significativamente più bassa rispetto alle pupe allevate in assenza di varroa indicando che l'acaro sopprime l'attività di GLD. Questa soppressione risulta in un abbassamento dell'efficacia del sistema immunitario dell'ape.
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Savorelli Gianni