Rassegna stampa novembre 1998

Contaminazione dei prodotti dell'alveare e rischi sulla salute umana situazione in Francia

Flechè;Clement;Zeganne;Faucon

da La Santè de l'abeille n 167 settembre - ottobre 98

 

La Francia produce circa 300.000 tonnellate di miele l'anno. Ne esporta circa 4500 tonn. e ne importa tra 8000 e 11500 tonn.provenienti essenzialmente da Cina, Spagna e Ungheria. La pappa reale viene da Cina e Tailandia.

Diversi tipi di contaminazione sono rinvenibili: inquinamenti biologici e chimici sia per il contatto che le api hanno con gli inquinanti ambientali sia per i trattamenti effettuati sugli alveari. Sono poi possibili contaminazioni nel corso della lavorazione e dello stoccaggio ( trasferimento di metalli dai contenitori al prodotto).

Origine delle contaminazioni dei prodotti dell'alveare

L'ape nella sua opera visita grandi quantità di territorio. Entra perciò in contatto con numerosi microrganismi e sostanze chimiche che trattiene sulla propria superficie corporea e che assorbe.

La contaminazione batteriologica

I microrganismi che possono essere rinvenuti nei prodotti dell'alveare sono di due tipi differenti: una flora abituale ( mesofila) e un microbismo occasionale risultante dalle manipolazioni necessarie al condizionamento. Numerose ricerche hanno descritto la flora intestinale di api e covata e i microrganismi che colonizzano il polline dell'alveare. E' stata evidenziata un'importante flora banale costituita da batteri, lieviti e funghi largamente presenti in natura come Erwinia, Pseudomonas, Flavobacterium e meno frequentemente Clostridium botulinim. Questi organismi si trovano sui favi e sulle paretidell'arnia.

La contaminazione chimica

L'inquinamento chimico è dovuto essenzialmente all'attività umana.

La contaminazione da medicamenti

Le api sono trattate regolarmente. L'accumulo nella cera di questi principi attivi può portare a derive nel miele.

La contaminazione dei prodotti dell'alveare circolanti in Francia

Il CNEVA di Nizza realizza ogni anno diverse decine di analisi sui prodotti.Altri controlli sono richiesti dal ministero dell'agricoltura ( 200 analisi su campioni dai vari dipartimenti e 30/40 stranieri) prelevati nei punti di vendita. Per ciò che riguarda le analisi batteriologiche quattro tipi di categorie di microrganismi vengono ricercate:

flora mesofila totale

flora micelica e lieviti banali

lieviti osmofili

contaminazioni enteriche ( per questi germi sono ricercati gli streptococchi di gruppo D ( enterococchi), i coliformi e Escherichia coli. L'assenza di Salmonella e imperativa . Sono infine ricercati gli anaerobi solfito riduttori.

Questi germi possono contaminare il miele nel corso delle manipolazioni necessarie al condizionamento.

1) Miele

dall'80 al 9è il CNEVA ha analizzato 393 mieli. I risultati sono stati soddisfacenti.

329 sono stati definiti di buona qualità.

2) pappa reale e polline

Pappa reale e polline sono stati oggetto delle stesse analisi anche se in numero inferiore. Le analisi sulla pappa hanno confermato una qualità batteriologica molto buona. Sul polline sono state realizzate 12 analisi. Non sono state tratte conclusioni visto i numero irrilevante di dati.

3) cera

Sono stati ricercati tre tipi di agenti contaminanti:

pesticidi

metalli pesanti

residui di trattamenti contro la varroa

Pesticidi e prodotti di trattamento

Circa l'8% dei campioni di miele analizzati ha mostrato tracce superiori a 0,02 mg/kg . I ricercatori hanno concluso che il miele è un alimento molto poco contaminato.

metalli pesanti

anche la contaminazione da metalli pesanti è risultata molto bassa.

Conclusioni

I risultati delle analisi dei prodotti dell'alveare condotti dal CNEVA di Nizza permettono di concludere che il miele e la pappa reale sono prodotti che non presentano in alcun modo rischi di contaminazione pericolosi per la salute umana. Per polline e propoli sarebbero necessari un maggior numero di studi per poter trarre conclusioni significative.

La quantità di metalli pesanti rilevati nei mieli d'importazione porta a consigliare l'intensificazione dei controlli su questi. Questi controlli saranno però efficaci solo in presenza di un'adeguata legislazione.

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Quanto sono sane le regine prodotte a scopi commerciali negli Stati Uniti ?

Camazine; Camkak; Cramp;Finley;Fischer;Frazier;Rozo

Dipartimento di Entomologia University Park PA

da ABJ settembre 98

In questi anni gli ispettori apistici hanno riportato un aumento della perdita di regine, delle sostituzioni e delle fucaiole( Tew 1996 Questi problemi alle regine non fanno che aumentare il già consistente numero di difficoltà con cui l'apicoltura ha a che fare.

La sostituzione delle regine o la loro scomparsa può essere il risultato di danni da acari tracheali o varroa. oltre che ad una aumentata incidenza del nosema. o dalla possibile combinazione di queste e altre problematiche sanitarie. ,virus compresi. Recenti studi suggeriscono che la sostituzione della regina avviene più frequentemente quando la produzione di covata è bassa o la famiglia risulta indebolita da malattie e altri fattori.

Qualsiasi problematica inerente la regina può avere effetti sulla sopravvivenza della colonia qualora incida sulla sua fisiologia, comportamento, nutrizione, longevità e capacità di deposizione.

Lo studio realizzato ha mostrato un aumento della percentuale di regine infestate da acari tracheali e un possibile aumento della quantità di regine scarsamente inseminate.

Resistenza al Fluvalinate in diverse regioni degli Stati Uniti

P. Elzen;Eischen; Baxter;Pettis;G. Elzen; Wilson

USDA _ARS Weslaco Texas

da ABJ settembre 98

La resistenza al fluvalinate e ormai una realtà conclamata anche negli stati Uniti. Si tratta al momento di capire quali sono le dimensioni attuali della diffusione di acari resistenti.

L'efficacia del fluvalinate è risultata variare dal 5 al 23% in cinque delle sei stazioni testate in Florida. La sesta ha dato il risultato di efficacia più alto con 64%.

In Texas l'efficacia è variata dal 70 all'80% ( 5 stazioni di studio ) .

In California dal 48 all'80% ( 5 stazioni di studio ) . I ricercatori hanno concluso che Florida e California ( i due stati a maggior vocazione apistica ) risultano seriamente coinvolti nella problematica.

Oli essenziali come agenti di controllo della varroasi

Sammataro,De-Grandi, Needham, Wardell

da ABJ settembre 98

Diverse sostanze naturali sono state verificate per la loro attività varroicida in vitro e in campo. Sono stati anche valutati gli effetti sulle api a medio termine intesi come valutazione delle condizioni di uscita dall'invernamento degli alveari test. Timolo e Origano hanno mostrato un certo effetto acaricida. Il Bee Calm , un prodotto commerciale venduto negli Stati Uniti per mantenere calme le api , ha dato i risultati migliori di caduta di varroa.Il Bee Calm sembra avere però anche pesanti effetti sulle api che sono uscite malamente dall'inverno dopo questo trattamento. Non del tutto trascurabile anche l'effetto del timolo. L'origano non sembra invece creare p roblema alcuno.

Da queso punto di vista sembrerebbe interessante uno studio del Carvacrol , della famiglia dei fenoli, maggior costituente dell'olio di origano. Si tratta di un isomero dell'origano , naturalmente liquido, ben noto come disinfettante, fungicida e antinfettivo.

Il mercato mondiale del miele al settembre 98

fonte USDA

USA-qualche problema stagionale e produzione che sembra sostanzialmente nella media. Prezzi stabili

Canada-buon raccolto dopo una buona primavera.

Cina- raccolto inferiore alla media in diverse zone e prezzi segnalati in aumento. Specialmente scarsa la produzione di acacia.

Australia- produzione abbastanza nella media

Nuovi prodotti antivarroa all'orizzonte

La Bayer dovrebbe produrre striscie di PVC a lento rilascio a base di Coumaphos.

L'USDA ha praticamente terminato la messa a punto di una formulazione di acido formico in gel che dovrebbe minimizzare il problema della variabilità di evaporazione. Il Dr Milani dell'Università do Udine ne ha dato un giudizio lusinghiero.

Un progetto " top secret" sta studiando una trappola acchiappavarroa a base di feromoni

a cura di Gianni Savorelli