Gabriele D'Annunzio


da   Alcyone
 

da Il fanciullo, vv. 100-4, 116-29

[…]
III
Sopor mi colse presso la fontana.                              100
Lo sciame era discorde:
avea due re; pendea come due poppe
fulve. E il rame s’udia come campana.

Ti vidi nel mio sogno, o lene aulete.
[…]

IV
Eleggere sapesti il re splendente
nello sciame diviso,
ridere d’un tuo bel selvaggio riso
spegnendo il fuco sterile e sonoro.

Con la man tinta in mele di sosillo                            120
traesti fuor la troppa
signoria. Cauto e fermo la calcavi.
Sporgeva a modo d’uvero di poppa
il buon sire tranquillo
che fu re delle artefici soavi.                                      125
Poi franco te ne andavi
sonando per le prata di trifoglio,
incoronato d’ellera e d’orgoglio,
entro la nube delle pecchie d’oro.
[…]
 

da L’aedo senza lira, vv. 35-53

Vento asolando, spira                                                   35
odor di meliloto il miel dall’ombra,
colato nei mondissimi vaselli
ove la man spremette i fiali pregni.
Ei ragiona e travaglia;
e il flavescente culmo non si spezza.                            40
A quando a quando mira
come chi attenda segni.
Ode sciame che romba.
Ei parla di battaglia
che han l’api in loro ostelli                                           45
per signorie lor nuove.
Gli luce nella barba e ne’ capelli
alcun filo di paglia
che il suo parlar commuove.
Al sole oro non è che tanto luca.                                  50
Appesa alla sua bocca che s’immézza,
presso l’aroma della sua saggezza,
l’anima nostra è come la festuca.
 

da Anniversario orfico
     P. B. S. VIII luglio MLCCCXXII,   vv. 45-52

[per l’anniversario della morte in naufragio, davanti alla costa versiliese, del poeta romantico inglese Percy Bysshe Shelley (1792-1822)]

[…]

Disse ella: “Gli versavan le melodi                             45
i Vènti dai lor carri di cristallo,
il silenzio gli Spiriti custodi
bui del metallo,

il miel solare nella bocca schiusa
le musiche api che nudrito aveano                              50
Sofocle, il gelo gli occhi d’Aretusa
fiore d’oceano”.

[…]