Sommario. Diretta Mondovisione, in passerella per voi, trappole polliniche italiane ed estere. Pregi e difetti. Commenti e... pettegolezzi.


Le componenti essenziali di una trappola -annotavamo - sono costituite da una struttura generale con ostacolo ( griglia mobile o manuale variazione ingressuale) da far entrare in funzione solo quando si decida di raccogliere il polline. Nonostante l'apporto del nuovo volume spaziale della trappola le api devono trovare il solito ingresso, (ottimo sarebbe) addirittura la stessa altimetria di volo.

-Trappole che non permettano facile innesto della sola griglia ruba polline perché un tutt'uno col resto comportano sempre inutili dirottamenti per le api.

- Modelli costruiti con griglia inamovibile ( Lega) risolvono il problema facendo entrare in funzione la griglia, sia pure per un saltuario- raccolto pro tempore, infilando semplicemente il cassettino nella trappola che, ostruendo così il passaggio precedente, obbliga le api superare la griglia, appena lì sopra. Griglia già intrisa del loro tipico odore per voluta preventivata presenza sul posto... .

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-In questa lezione di falegnameria trappolista internazionale esamineremo, in concreto, come possiamo defraudare di polline le api, con saggia moderazione, in triplice maniera:
1) per mezzo di rubapolline inserite sul davanti, all'altezza del solito abituale ingresso dell'arnia (Vedi Lega, la Cuneese, la Cilena..)
2) con trappole piazzate all'interno arnia, sotto la covata , ( Fedrizzi-Australiana- Quarti, Apimondia '99- )
3) con detrattore pollinico ubicato in alto. (La Rumena)

Trappole all'ingresso: Lega, Cuneese, Cilena

1) La Lega (Vedi trattazione a parte http://www.apicolturaonline.it/polline3.htm con suggerimenti per queste possibili migliorie: 1) il taglio del retro soffitta, solo sino alla verticalità della griglia;

2) salvaguardia di tre supporti per relativi listelli ad altezza di fuco;

3) vetro resina lasciato alla totale trasparenza o se pitturato, salvando almeno due richiami di luce;

4) suddivisione della griglia con separés verticalizzati.

( A questo punto voglio regalare subito una semplice soluzione di inserimento trappola, Lega o altre similari, in arnie la cui parete ingressuale sia nuda e liscia. Basteranno alcuni tiranti, tre supporti parietali in legno, uno scivolo plasticato antipioggia . (Vedere foto^).

2) La Cuneese

Acquistai molti anni fa questa trappola presso La Cooperativa Piemonte Miele di Cussanio ( Cuneo) da cui la denominazione puramente geografica che le ho attribuito.

- In questo modello la griglia va inserita, ogni volta, dal di sopra, in modalità sciabola nel fodero . -(Pur avendo una fretta boia-isterica di uscire sono certo che nessun papà chiuderebbe mai, tra l'uscio di casa, i piedini del proprio bimbo anche se costui indugiasse oltre misura nel salutarlo... Togliendo od inserendo di brutto la griglia nella Cuneese sussiste ugualmente il pericolo di chiudere tra la porta i sei piedini delle api... Qualcuna può rischiare veramente di avere il fragilissimo pancino tranciato oltrepassando "la dogana", Bisognerà, quindi, in maniera perentoria saper aspettare, "sentire", per qualche secondo, se qualcuna di loro stia varcando il tunnel della griglia.

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-Come supporto a questa Cuneese bisognava di un fondo apposito a due bracciali anteriori prolungantesi sul davanti dell'arnia per sostenere la trappola. Essendo pure bassissima, con musetto a Formula Uno, la parte sovrastante del porticato sotto cui è inserita doveva essere diaframmata con qualcosa, altrimenti le api ininterrottamente avrebbero cercato di entrare lungo quella invitante perimetria.

-Il fondo del cassettino pollinifero della "Cuneese" che sperimentai, allora, era in materiale ferroso, ossidante, ossidabile, capace di cedere ruggine al polline stesso. Andava logicamente sostituito obbligatoriamente, con uno plastificato lavabile tipo rete zanzariera

( Annessi e connessi. Ho acquistato la Cuneese prima della disgrazia-fortuna della susseguente obbligatorietà del cosiddetto fondo "antivarroa": stumento ossigenante e di immediata evacuazione di ogni detrito in caduta.




A quel tempo le api, in pratica, me la rifiutavano non sentendo garantito una sufficiente aerazione... D'incanto, poi, con il fondo rete generalizzato che recuperava spazi ossigenanti, le api me la accettarono e le api incominciarono a procurarmi parecchio polline pur usufruendo di spaziosità grigliare inferiore ad altre trappole.

Sono state proprio queste trappole "mignonnettes" a convincermi di dividere in settori perimetrati angolari la Lega di cui abbiamo parlato e da cui una deduzione salomonica. E' vero che griglie poco spaziose danno molto polline ma pare sia proprio più saggio cercare quelle più estese possibili suddividendo quello stesso vasto spazio con alcuni separès piazzati in verticale a formare delle angolazioni. (Ogni angolo per le api è un accattivante seducente invito all'ingresso). Perché separès in verticale? Orizzontali stopperebbero il polline in caduta .




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Trappole all'ingresso dell'arnia:

3) La Cilena dalla doppia griglia

A scanso di equivoci va subito detto che la Cilena è una trappola rudimentale, semplice, sul tipo di quella iraniana, vista nello stand vicino, che l'espositore ha descritto e che io amichevolmente ascoltai fingendo di essere un completo analfabeta al riguardo .. A livello di persistente fuorviante didattica operativa anche lì una foto dello stand mostrava la trappola inserita su una nuda parete, priva di alcuna balconata o vestibolo protettore. Probabilmente anche lì gli operatori si illudono che non piova mai per tutta la stagione..

La novità, comunque, della rubapolline cilena consiste nella struttura dei fori della stessa griglia.

Si tratta di materiale in rame di cui è ricco il Paese. ( Ricordate gli scioperi dei minatori e la morte suicidio di Allende?) Ha fori circolari rapinatori che ricordano bene quelli delle nostre griglie. Altri cerchietti sono saldati nella parte opposta, ma in posizione equatoriale. E' per questo che in foto e per chi li guarda dal davanti, non risultano visibili. Ricordano un po' due mini macine da mulino; una quasi "stesa" sul pavimento, sulle olive da pigiare ( corripspondente a quella che in foto non vediamo) e l'altra verticale (destinata al tiro lento di un silenzioso asinello). Su questa "doppia"griglia le api che vogliano procedere in direzione ingresso dell'arnia, incappano subito nei cerchietti verticali ( sono,cioè, borseggiate sull'uscio di casa..) Altre che volessero, invece semplicemente indugiare, ancheggiare a lungo verso destra o verso sinistra, sono ugualmente costrette a passare sotto i vari cerchietti che le defrauderanno ugualmente delle pallottoline ( saranno scippate mentre passeggiano sotto il viale..)

-Ho offerto 15 mila lire per acquistare quel tipo di griglia ma essendo l'unica presente allo stand il ritornello che mi veniva cantelinato era sempre : "domani, domani"

Dopo sei giorni, non aduso a fare l'accattone, mi sono stufato di sembrare l'estimatore fanatico ed ho lasciato perdere.


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Esaminate trappole poste all'ingresso, ora sfileranno in passerella le

Trappole dentro all'arnia, sotto la covata:

1) La Fedrizzi

La trappola Fedrizzi (Trento), propagandata dallo omonimo Consorzio, ha scelto un tipo di prelievo del polline dal fondo dell'arnia, proprio sotto la covata. Il sottoscritto ne ha utilizzate tre per parecchi anni. Necessita di fondi speciali che mi sono fatti giungere tramite il Consorzio stesso di Trento via Poste Italiane.

Ha una rubapolline con griglia amplissima a garantire ottima aerazione. E' sufficiente togliere uno scalinetto volante sul davanti perché le api si trovino improvvisamente costrette ad attraversare la griglia e scalare la ravvicinatissima covata. -Per l'uscita delle inquiline è stata progettata una mascherina a vetro ( Vedi foto) con apposite uscite, prestampati plastici, formato coni perforati in punta; anche sette-otto disseminati lungo tutto lo spazio, tagliato solo ad altezza fuco, dell'ingresso..Il Signor Fedrizzi continua a mandare avanti il tutto con una sua degna intraprendente figlia che riceve ordinazioni al numero 0461.697009. Ci tengono a precisare che non si tratta di trappole ma di "rubapolline", sottolineando che le api vengono agevolate al massimo sia con ottima aerazione che con spazialitÓ a profusione .

(Una malizia. Constatata la preferenza generale delle api di un'arnia nell'entrare a destra o a sinistra ( dove è stato piantato il quartiere-zona settore sala parto della regina !) si potranno otturare alcune uscite superiori a diretto contatto con la corsia preferenziale sottostante. Sovente le api in uscita, infatti, vedendo colleghe vicinissime che rientrano da sotto con destinazione griglia, amichevolmente, con profumi, con posizioni un po' osée quali gonne-ali sulla schiena, stile ballerine di Cancan hoffenbachiane, o ricorrendo a semplici civili gesti da vigile urbano, segnalano questi insperati ingressi liberi superiori.)

-L'Apicoltore Moderno di Torino ha solo indirettamente pubblicizzato il modello Fedrizzi in occasione di uno studio sulla raccolta del polline in giorni fortemente variabili (sole- foschia, ore, ante o post meridiem). La Rivista, secondo una sana deontologia ( greco d e o n , deon, deontos= dovere), non ne ha fatto alcun elogio esplicito se non quello sotteso che quotati studiosi come la prof.ssa Bolchi Serini di Milano la avevano scelta per le loro ricerche...

-Per la prima volta, con questo tipo di trappola Fedrizzi, dato il tipo di costruzione che ritenevo decisamente protettivo, ho provato a recuperare il polline dopo due giorni di permanenza nel cassetto.

Sono pervenuto, però, alla convinzione che con questa trappola la cosa non è consigliabile 1) per il continuo materiale in caduta( opercoli, esuvie-pannolini, api non nate estratte dalle necrofore, molto polline per cui quasi sempre anche le tarme decidono di aprire tra quelle dune un cantiere di lavoro; ...2) dato ancora che siamo davanti sia pure sotto arnia, ad esposizione diretta della rete pigliapolline all'aria; è sub dio, direbbero i classici romani;, 3) constatato che bisogna fare i conti con l'umidità della notte, mai salutare per il polline, notoriamente elemento igroscopico, incallito" bevitore" di ogni micro infinitesimale gocciolina d'umido ambientale.. 4) visto e considerato che ( in base al Paragrafo 400 e al comma 435...!!!) si verificano nel frattempo milioni di reazioni chimiche: 30-50 chilogrammi di miele presenti; tanto polline ammassato ancora in attesa di essere lambito all'acido lattico per la sua non fermentazione; produzione ininterrotta di cappucci -berrettini da notte essudati dalle ceraiole e regalati come sigillo protettivo sempre filtrante aria, ossigenante, alle future sorelle augurando loro per ben dodici giorni "un buon riposo"..; opercoli che cadono in continuazione, specie la notte, tagliati in tondo dalle mandibole delle nasciture..; altre reazioni chimiche dello stesso miele tenuto esposto sulla ligula dalle api perché scenda ai valori del diciotto per cento di una legale rifrattometrica igienica sopravvivenza ... Per tutto questo, ritengo che sperare di constatare polline ancora in buono stato dopo due giorni, già logicamente dovesse avere esito negativo come in realtà si è verificato..

(Anche la trappola Cuneese incappa in questo similare svantaggio: il fondo del cassettino è a diretto contatto con l'esterno)

Importante differenza. Il cassettino della Lega, come quello di Apimondia '99, hanno, invece, un supporto basale, pavimento-fondo in legno su cui appoggiano la rete (millimetricamente pure sollevata per utile ulteriore aerazione) proteggendola quanto basta e conservare il polline igroscopicamente sano anche dopo tre giorni di permanenza sul posto.

-Altre parziali difficoltà della Fedrizzi. Con la sua estesissima griglia offre appigli spaziali di insperato salvataggio alle varroe che per caduta accidentale o per morsicatura tranciante di una loro zampina da parte di qualche ape che sta attivando come le colleghe orientali cerane forme naturali di autodifesa..potrebbero, invece, scivolare a terra per la gioia delle sempre vagabondanti interessate formiche ..

-Oltre le tarme di cui abbiamo accennato, nella Fedrizzi, data la configurazione logistica del cassettone, anche le lumache ( in greco malacòs, m a l a c o s = molle, donde impollinazione malacofila oltre che entomofila, anemofila,ecc..) iniziano volentieri una indesiderata sbavatura dall'esterno, da sotto rete dove possono assaporare il polline che resterà sgradevolmente ammucchiato a dune, buono solo per i canarini.

Nelle trappole Fedrizzi, quindi, bisognerà, non solo far aderire un'altra rete che distanzi quella sottostante, ma anche una rete che chiuda bene lo spazio posteriore tra il cassetto ed il nido sovrastante altrimenti la solita lumaca vagabonda intenditrice si intrufolerà odaliscando dentro al contenitore, pernottando beata tra tutto quel ben di dio.

Fonti reperibili su argomenti qui solo accennati:

Indirizzo fondamentale http://www.apicolturaonline.it

Vedi Tecnica apistica: Raccolta della propoli con reti usate come coprinido:

http://www.apicolturaonline.it/percels6.htm ( come raccogliere la propoli)

-Trappole italiane ed internazionali

Prodotti apistici: .La raccolta pollinica: prima parte; seconda ; terza; quarta; quinta

.. ( raccolta polline ad encefalogramma quasi piatto)

(ut supra)

(trappola Lega)

( essiccatoio)

( come, quando incominciare a raccoglierlo..)

http://www.apicolturaonline.it/percels5.htm ( cos'è la propoli)

http://www.apicolturaonline.it/percels7.htm (soluzione alcolica)

Si può arrivare con più sicurezza ad aol-mondoapi attraverso anche questa trafila:

http://it.egroups.com/dir/World/Italiano/Scienza/Scienze-Naturali/Zoologia/Insetti_e_Aracnidi

Sottoscrivere egroups digitando dove richiesto, due volte la stessa password. Ottenutala cliccare su Pagina principale là dove c'è scritto:

per ulteriori informazioni: http://www.apicolturaonline.it ( Cercare Tecnica e prodotti apistici, ecc...)

NB: per riuscire meglio nell'accesso è opportuno talora tralasciare inizialmente la parte finale specifica dell'indirizzo e fermarsi ad it omettendo per esempio.. percels7.htm


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Trappole inserite sotto la covata.

2) La Quarti .....

Ogni inserimento di trappola- segnalavamo- comporta pericoli di deriva per le api. Facilmente decidono di entrare dalle vivine di casa. In quanto a questo la Quarti è decisamente avvantaggiata. La sua mini struttura monoblocco in dotazione è inserita, sistemabile già in primissima zona della camera di covata.

( Questa Ditta apistica italiana, nonostante i prezzi milionari esigiti del Palazzo dei Congressi anche per un solo mezzo metro di spazio, ha onorevolmente portato le sue arnie e trappole anche all'Expo'in Canada, accudendo i clienti presenti oltre che con il titolare stesso anche con la presenza di un brillante giovane studente italiano poliglotta, testa integralmente rasata, con occhi pieni di gioia, proprio alla "O sole mio...)"

"Difetti" della Quarti. Bisognerebbe trovare il modo per cui i detriti della covata non finiscano nel cassetto sottostante. -Per la raccolta o la dismissione del polline occorre asportare ogni volta tutta la sezione e come si sa se già in ventiquattro ore le api propolizzano-incollano in maniera quasi inschiodabile il tutto, figurarsi in tre giorni. -Senza paletti vari per raschiare le lateralità resistenti si rischia di strappare il monoblocco. Ciononostante: giudizio positivo perché la trappola si basa su alcune semplici modalità operative. (La Lega, pure presente in Canada ha esposto dal vivo i suoi noti formidabili, efficienti smielatori. Non ha invece, ritenuto di portare sul posto il suo ultimo prototipo di trappola.


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Trappole piazzate sotto la covata

3) La Australiana. Per quanto riguarda il polline raccolto sul fondo è obbligatorio riferirci anche alla trappola "australiana". Questa ubicazione logistico-protettiva-, si spiega da sola pensando ai plurimi brevi temporali quotidiani stagionali di quel lontano Paese. (Polline bagnato polline rovinato. Obbligo di lavare ed asciugare tutti i cassettini.. Un vera ..scocciatura.) In base a disegni avuti ho potuto ricostruire tre prototipi di quelle arnie. Dopo due stagioni ho privilegiato le soluzioni migliori.

- Essenziale. Appena sotto la covata è tesa una superficie di compensato che difende il polline dai detriti in caduta. Per preparare lo speciale fondo occorrono o l'equivalente in legno di due melari o due melari già costruiti da sovrapporre (cioè da semi distruggere e riattare). Personalmente optai per questa ultima soluzione.

Ad un mielario va ritagliato un ingresso nella parte centrale anteriore bassa. La griglia piglia polline è manovrabile dall'esterno..

Il contenitore cassetto va inserito ed estratto a sciabola, in un fianco del primo mielario, in uno spazio rettangolare tagliato appositamente.

Nel secondo mielario, dalla sua metà, partirà un esteso scivolo decrescente ermetico che a tutta arnia convoglia le api in uscita verso aperture site agli angoli opposti dove ci sono due fori con gallerie tunnel purtroppo anche facile richiamo per lo stesso ingresso

La griglia andrà posta sopra e alla giusta metà del cassettino sottostante.Va piazzata verticalmente ad appena un quarto di spazio dall'ingresso entrata. Diventerà verticale se sospinta con un'asticella tubolare che resterà occhieggiante poi all'esterno. Tirandola, da fuori, si alzerà stile paratoia evacuante il flusso dell'acqua ... facendo recuperare alle api la solita risalita normale libera alla covata.

A differenza della Apimondia,' 99, che anche ad ingresso libero permette alle api di trasferirsi nel salotto proibito sottostante passando attraverso gli stupendi scivoli imbuto per risalire poi volendolo libere da pelino "tutore pagliaio" bobinato di polline... - la Australiana, sotto la covata lascia grandi spazi vuoti inutilizzabili dalle api.

-Il fondo arnia costituito da impalcatura con due melari sovrapposti va imbastito ad incastri volanti in modo tale che oltre garantire buona aerazione, possa essere smontabile per le immancabili necessarie pulizie interne; 2) sarebbe errore grave inserire la griglia oltre metà mielario, molto lontano cioè dall'ingresso. Le api sentono il tipico odore di famiglia già appena entrano, con il rischio di non voler proseguire fino alla lontana griglia che va, perciò, fissata vicina all'ingresso.

Riassumo (solo) per rari audaci costruttori. "L'australiana," visivamente, è strutturata con un'entrata nella parte centrale bassa del primo mielario..

-Ha due fori rotondi-exit , (per uscita) che occhieggiano agli angoli della stessa facciata.

-La griglia va sistemata in verticale nel settore del primo mielario; il cassetto non si estrae dal davanti o da dietro, ma dalla parete laterale del "mielario" inferiore.

Un giudizio spassionato: la Australiana è costruzione troppo mastodontica, laboriosissima.

Noi tuttavia a nome del progresso tecnico apicolo, in omaggio al Paese dei simpaticissimi canguri marsupi, in specie dell'Honey (miele) -Opossum, l'abbiamo voluta sperimentare ugualmente evitando a qualcuno possibili nostalgie per chissà quali immaginari mancati raccolti.

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( ancora) sotto la covata.

Trappola Apimondia '99

In Canada c'è un posto notorio turistico dove alzando con pompe idrauliche il livello dell'acqua di un' enorme vasca si permette a normali motoscafi di poter raggiungere quello dell'acqua limitrofa che li porterà poi all'Oceano pacifico. Al ritorno si "riscatolano" i natanti aprendo per loro questa volta, solo la paratoia che porta ai numerosi laghetti del posto. Il progettista della trappola Apimondia '99, intelligente apicoltore americano, come Fedrizzi, devono aver avuto presente questo sistema bivalente delle paratoie. Apimondia '99 ricorre appunto alla scelta di un possibile duplice ingresso sul davanti. basso. Ha le stesse finalità operative "rapinatrici" della australiana ma con ulteriori specifici vantaggi. Inserendo uno scalinetto (nella Fedrizzi) le api finiscono al piano della covata ( nell'Oceano Pacifico..) Togliendolo, incocciano nella griglia sottostante. In Apimondia '99, idem, innestandolo una barra rettangolare nella parte alta si costringono le api ad entrare dalla parte che porta forzatamente solo alla griglia rubapolline.( ai laghetti di casa..). Sempre con lo stesso lungo chiodo con testa a farfalla, se si inchiavarda, invece, la paratoia nella parte bassa le api troveranno libera solo la fessurazione superiore, quella senza ostacoli, direttamente a contatto con la covata.

Appena sotto la covata, a differenza della Fedrizzi, qui c'è una superficie utilissima, a quasi intero perimetro dell'arnia che difende il polline sottostante fermando ogni impurità; detriti che le api possono facilmente trascinare sulle vicinissime griglie- botole, anteriore e posteriore, una specie di tragici Monte Taigeto da cui buttare, materiale indesiderato necroforo. Sul fondo, specularmente, altre due reti in parallelo alle superiori, per scarico gravitazionale naturale all'esterno di materiale.

Queste reti adibite allo scarico per sola gravità naturale andranno fissate allo stesso livello di camminamento uscita delle api e non nella parte esterna perché questo spazio "farà già cassonetto" e le api non amano tribolare, tirar su detriti già materialmente lontani dal loro diretto contatto...

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( Nella foto Edoardo di Bolzano ( mentre sta guardando lo "zerbinetto" davanti all'arnia, in basso, dicendomi Was ist das ?) Per lavoro stagionale a Torino, ha voluto portare con sé anche una ventina di arnie sul suo camioncino. Sono vicine alle mie. Le api regine sentitamente ringraziano. Quest'anno hanno "incontrato" perfino dei fuchi che quando escono dall'arnia fanno il verso canoro tipico delle canzoni tirolesi...).

-La rete raccogli polline dovrà essere siliconata ai bordi del cassetto per evitare immancabili intrufolamenti delle pallottoline.

Uscite per api e fuchi.-La trappola Apimondia '99, vista a Vancouver era dotata nientemeno che di dieci uscite per api e fuchi. Personalmente non avendo materiale specifico plasticato modellato con precise misure sono ancora alla ricerca di soluzioni che siano però alla portata di tutti. Sono ricorso attualmente a dei piccoli imbuti che taglio nel loro cono decrescente dove il diametro ritengo sia quello a grandezza giusta di api operaie e fuchi.. Per il momento ne sono soddisfatto. Nel retro arnia ho pure progettato cinque-seie "bocche di cannone", uscite funzionali per sfoltimento traffico.

-Ogni trappola Apimondia '99 prima di essere mesa in atto alla cieca deve essere fatta passare al collaudo di una famiglia d'api... notoriamente esperta in evasioni. Se si trovano sezioni ( cassetto pollinico, ecc...) in cui le api non dovrebbero assolutamente essere presenti, bisogna ricorrere ai ripari e scoprire assolutamente dove e come esse abbiano potuto incunearsi proprio lì.

-Anche questa trappola Apimondia' 99 non va mai offerta alle api come nuova residenza iniziando subito con la "rapina" pollinica. Ciò potrà essere fatto dopo qualche giorno. Nel frattempo si convinceranno che non vale stare tante ore sotto le reti esterne a cercare possibili -fessure. Niente da fare. Di là passa soltanto l'odore di famiglia.

Altre note operative importanti.

-Se si trovassero moltissime api abbarbicate ( che fanno barba) all'ingresso dell'arnia abbiamo un segnale evidente lapalissiano che il mielario ed il nido sono completamente intasati di miele e che c'è bisogno di inserire nuovi favi recettori. Per me la loro barba è l'equivalente triste cittadino segnale di parcheggio al completo

-Durante la raccolta pollinica, sopra ai mielari di turno il sottoscritto tiene abitualmente puntinata una rete zanzariera per raccolta propoli e che nel frattempo garantisce anche ottima respirazione alle api sottostanti

-Altre confidenze. In uno dei primi raccolti della trappola Apimondia '99 rimasi stupito nel trovare le pallottoline ammassate tutte a destra. Erano state le formiche che nel frattempo vi avevano miscelato anche un migliaio di loro uovini. Quel giorno ho dovuto-voluto mangiare polline ed uovini di formica perché ormai inseparabili ed irriconoscibili. Una bontà.

Da allora ( historia, experientia docet..) sul perimetro basare di supporto del cassetto dell'arnia, ma solo quelli preso di mira dalle formiche, mi basta cospargere un po' di zolfo in polvere.

E' un semplice efficace, ecologico, poco costoso repellente mirmecologico ( greco mirmex, m i r m ex = formica) che le costringe soltanto a ritornare nella loro prateria.

Intervallo pubblicitario. Polline edulo-mangiabile direttamente dal favo? Senza che le api abbiano subito alcun trattamento? Neppure quelli permessi dalle ASL? Manco poi manco neppure presidi sanitari ufficiali contro la varroa, dopo la smielatura? Nemmeno l'anno precedente? Alla fine di questa trattazione la rasserenante operativa risposta di Mariangela in un breve post scriptum

-In tre giorni consecutivi di raccolta la polvere pollinica che cade dal fondo sotto rete, sul supporto della trappola generale, è sempre tanta.. Per evitare debba rimanere lì dando inizio a parziali muffe, sempre indiscrete dato l'ambiente, ricorro utilmente ad un foglio di carta oleata o nylon che lascio steso sotto la rete permettendomi così di estrarre subito anche tutta quella "polvere"; sfarinatura che stimo e raccolgo con interessata attenzione per un corroborante bibita mattutina al latte o anche solo in un mezzo bicchiere d'acqua

Per chi volesse essere etologicamente raffinato suggerisco anche questo ulteriore elemento che chiamo "lo zerbino olfattivo" inzuppato dell'odore tipico di famiglia.... Praticamente preparo una mensolina volante facilmente trasferibile su cui potranno comodamente atterrare. La fisso con due mini chiodini. Le api dopo un po' sanno che dovranno entrare solo da dove io ho issato questo loro psicologico rasserenante olfattivo "orsacchiotto". (Particolari questi piccoli, ma solo per noi; molto importanti per loro, che li salvano da perdite di tempo inutili. Provare per credere.)

-Alla data odierna fine luglio 2000, con un'intera giornata di lavoro per ciascuna sono riuscito a ad assemblare otto delle sedici trappole Apimondia '99 che ho in programma. Ho già speso seicentosettanta mila lire solo per il materiale ritagliato ( fondo, cassetto, supporti, listelli distanziatori), escluso il metraggio di rete filtra polline, rete evacua detriti, barattoli per verniciatura del legno perché le parti esterne durino meglio che si può...)

-Il trasferire le api ex abrupto,( traduci su due piedi) nella struttura di Apimondia '99, con ingresso diverso dal classico esistente, comporta certamente problemi di orientamento per le api. ---Ecco come ho tentato di cavarmela. Sulla facciata di Apimondia '99 appendo, per qualche ora, la precedente trappola Lega già in funzione, proprio all'altezza del nuovo ingresso.. Con ciò le api intuiscono subito.. a naso.. di essere ancora nel proprio ambiente ed in qualche ora accettano di entrare senza indugi nel nuovo appartamento. E' ovvio-come dicevamo già- che non si deve incominciare a farle passare subito anche dalle griglie rubapolline. Col passare del tempo le cose andranno sempre meglio perché le api si doteranno di rassicuranti angoli di ingresso, di sentieri personali, camminamenti olfattivi utilissimi sul tipo di quelli delle intraprendenti formiche "carovaniere".

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In alto, sopra l'ultimo mielario. La trappola rumena.

Finora abbiamo esaminato tipi di trappole collocate: 1) all'ingresso dell'arnia, cioè esternamente (Lega, "Cuneese", Cilena); 2) in basso, sotto la covata ( Quarti, Fedrizzi-Australiana, Apimondia '99).

Come poteva mancare anche un tipo di trappola issato nella parte alta dell'arnia?

Per completezza, ora accenniamo appunto anche a quella posta in alto: direttamente sopra la covata o meglio, come avviene nella quotidianità di quel paese, sull'ultimo mielario. Anche qui, purtroppo, dobbiamo fare delle distinzioni. Trattandosi di uno sciame nuovo, di una famiglia appena "scappata" di casa, impegnandosi, è relativamente facile ottenere che le api escano da un'uscita superiore. Otturando con erba la solita entrata bassa il più ermeticamente possibile, perfino proprio a livello odorifero, fare poi effettuare un giro di 180░ all'arnia in modo che il davanti diventi retro. Le api, così subitamente inarniate, inizieranno ad uscire ed entrare dall'unica apertura lasciata loro in alto. Per le famiglie non sciamate, già abitudinarie cioè, la realtà è ben più complicata: si effettui, comunque, la solita inversione a 180░ descritta sopra. Personalmente unitamente a ciò, piazzo sul davanti dell'arnia uno scivolo, l'equivalente di una rampa in plastica o altro che appoggio in alto proprio quasi a combaciare con la entrata-uscita superiore. In qualche ora le api si rassegnano a passare da quell'alto ingresso da roof-garden ( tetto-giardino). Ciò nondimeno alcune api conserveranno le precedenti abitudini ed insisteranno per entrare sul davanti. Molte addirittura riscopriranno presto l'ingresso nel retro.

Giudizio tecnico. Questo tipo di costruzione rumena assicura certamente la difesa del prodotto contro scorie, detriti, acqua. Il cassetto gode della posizione termica migliore: il calore del miele che matura, il caldo della covata salgono verso la raccoglipolline asciugando già un pò da subito il prodotto. La " rumena", tuttavia, ha pure evidenti svantaggi: per sistemare la trappola esige un'impalcatura come minimo equivalente all'ampiezza del coprinido. Basti pensare, poi, al bisogno, anche una tantum, di dover controllare la covata sottostante.

Alcuni anni fa, in montagna mi sono divertito-stupito molto, nello spostare un bugno villico (un tronco di noce svuotato al suo interno per un' ecologica naturale residenza rustica per le api) e mettermi accovacciato sui talloni, con giacca a vento addosso, nell'identico posto del tronco. Le api in arrivo mi ricoprivano subito, senza punture, serenamente, confondendomi col bugno traslato, allo stesso modo di come in inverno i fiocchi di neve si adagiano placidi sui rami di una conifera .

Per liberarmi di loro bastava che mi spostassi solo più in là, di due metri. Constatando di essere fuori traiettoria d'arrivo le api automaticamente ripartivano verso il primitivo sito. Una volta asportata l'impalcatura dei mielari perché messi momentaneamente a terra, nella trappola rumena, le api proprio come nel bugno descritto ritornano all'arnia conservando mnemonicamente la traiettoria-altezza del mielario, dell'atterraggio precedente e d'istinto si poseranno sullo stomaco dell'apicoltore che sta ispezionando i favi sottostanti.

--Un approfondito studio cubano presentato al Congresso Apimondia'99, in Giappone è perfettamente in sintonia con quanto noi abbiamo affermato fin qui. Riconosce la innegabile efficienza delle trappole inserite sul davanti o sotto il nido ma diventa fortemente critico circa questa sopraelevata trappola rumena.

Il prezzo delle trappole. Una parola in generale sul materiale. Le prime trappole per polline apparse sul mercato erano costruite in legno massiccio. Costavano molto ma duravano anche parecchio. Col tempo, subentrò la masonite, il compensato, altri materiali sempre meno compatti. Oggi le rarissime trappole ancora in circolazione sono sulle cinquanta mila lire ma più che ai prezzi (vedi listini d'annata). Consiglio di guardare soprattutto al materiale costitutivo. Troverete sempre, comunque, "inventori" del sabato pomeriggio i quali dopo aver sentito quanto voi avete speso per una trappola, vi confideranno, gonfiandosi il petto, di averne realizzata una, geniale, personalissima, con poche migliaia di lire... Non impressionatevi...! Si possono allestire ... barche (di carta), economicissime, capaci, in piscina, di sostenere addirittura un uomo.. per un minuto e mezzo!

Ed ora il post scriptum promesso da Mariangela sulla possibilità di mangiare polline direttamente dal favo col massimo di certificazione sanitaria.

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L'autore in relax davanti alle sue ispiratrici

"Ad uno sciame recuperato, scappato verso il 15 di aprile, si offra per mobilio nella loro nuova casa solo dei telaini da nido in legno senza il solito utile foglio di cera da costruier. A metà maggio, si faccia loro il dispetto di "spostare" un favo su cui abbiano già deciso di stivare una copiosa superficie di polline.. Trasferitelo alla periferia dell'arnia, al penultimo posto tra quei materassini verticali costruiti. Sul favo scelto ci saranno certo ancora uovini, larve, prepupe nella loro tenda canadese solo al "sesto mese di gestazione".. Le api accudiranno teneramente anche loro fino al termine della nascita ma dato il sito troppo lontano dal reparto maternità, riempiranno poi quelle le culle vuote con miele di acacia.. A questo punto, ringraziando la Direzione per l'ottimo lavoro svolto, si prelevi il favo. Masticando, al mattino, quadratini di quella preziosa "gomma " potremo veramente star tranquilli. Si tratta di' materiale reperibile solo nelle foreste da pochi fortunati primitivi .."

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Per finire ancora ultra confidentialiter E' vero che qui si è parlato anche di tipologie trappolaie non più in circolazione ma ho fatto questo per rispetto alle fatiche inventive degli apicoltori stessi di questi ultimi trent'anni animati da speranze oggi sia pure in Italia statisticamente azzerate.. Alludo in specie ai trentini Del Ponte, Fedrizzi, il maestro Andreatta. Avendo però visto che cosa fa già il mondo apistico americano e mondiale a Vancouver sono certo che anche noi presto ci metteremo a ruota. Ho fatto un po' l'archeologo-dicevo- ma... volutamente perché apicoltura on line divenga e resti pure utile archivio storico fotografico del settore. Quando le api hanno irrorato pennellandole con la lingua le pallottoline di polline con una giusta dose di acido lattico ( minimissime dosi per milione di parti) proveniente dal loro mini personale ecologico laboratorio, quell'elemento lipidico proteico non fermenterà più...

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Intrisa in giusta dose di acido lattico, per voi un'immutata stima, non deperibile, da parte di Mariangela & Rodolfo