Glossario di apicoltura


A B C D E F G I L M N O P R S T U V Z

Maschera da apicoltore

 La maschera da apicoltore è l'accessorio più essenziale, deve svolgere una funzione protettiva per il volto. Le api quando vengono disturbate reagiscono usando il pungiglione, il veleno è comunque sempre fastidioso anche per gli apicoltori

 

Melario

 Melario: D-B quattro tavole dello spessore di 25 mm e a coppie dimensioni 168x435 e 168x450 mm; nelle pareti non laterali effettuare la scanalatura come per il nido. Si mette sul nido con telaini con fogli cerei o favi già costruiti per 'rubare' il miele alle api

 

Melissopanilogia

 Studio del polline nel miele

 

Messa a digiuno

 Metodo per salvare le api colpite da peste americana

 

Microbi

Più di 6.000 specie di microbi sono state isolate e identificate nell'alveare dall'autore. Alcuni microorganismi contribuiscono alla biochimica intestinale delle api, aiutano nelle conversioni chimiche e nella preservazione del polline stoccato come pane d'api e producono sostanze antimicotiche che inibiscono la crescita dell'agente causante la covata calcificata

 

Miele

Per miele si intende il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse, che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie, immagazzinano e lasciano maturare nei favi dell'alveare.
Tale prodotto può essere fluido, denso o cristallizzato. (def. di legge)

 

Miele(sapore)

Il sapore dolce è sempre presente a un livello di saturazione; in queste condizioni è abbastanza difficile poter distinguere differenze nell'intensità del sapore, ma occasionalmente si segnalano mieli meno dolci della norma. La forte base zuccherina inoltre maschera la percezione degli altri sapori fondamentali. Il sapore acido è l'altra componente gustativa sempre presente, seppure mascherata dalla quantità di zuccheri presenti, variabile da un miele all'altro in funzione dell'origine botanica. Il sapore salato interviene in maniera estremamente occasionale, a livelli appena percepibili o, più raramente, netti, anche se deboli. Il sapore amaro, percepibile chiaramente solo al momento della deglutizione, è presente in mieli molto invecchiati o di particolari origini botaniche come elemento caratteristico, a volte a livelli molto forti

 

Miele(odore)

La descrizione più semplice dell'odore di un miele consiste nel dire che corrisponde a quello noto come caratteristico per quel tipo. E' anche la più precisa, benché non sia in grado i comunicare niente di conosciuto a chi non abbia già in mente il riferimento specifico

 

Miele(colore)

Il colore è una proprietà visiva estremamente importante soprattutto in relazione all'origine botanica e, in misura minore, al grado di invecchiamento del prodotto. Nel miele liquido varia dal quasi incolore al nero e corrisponde, in genere, al colore che si può ottenere diluendo una soluzione di caramello: nella maggior parte dei mieli ha quindi una tonalità giallo ambra più o meno intensa

 

Mieli uniflorali

Determinazione dell'unifloralità, passa attraverso la definizione, prima, e il controllo, poi, delle caratteristiche organolettiche, fisico-chimiche e microscopiche dei mieli a prevalenza botanica

 

Mieli uniflorali(tecnica)

Le tecniche di produzione dei mieli uniflorali si basano sulla possibilità di mantenere separato dai raccolti che lo precedono e che lo seguono un nettare che sia prodotto in quantità economicamente interessante

 

Miele in favo

 Miele immagazzinato dalle api negli alveoli di favi da esse appena costruiti non contenenti covata e venduto in favi anche interi con celle opercolate

 

Miele (componenti minori)

Derivanti direttamente dai fiori e dalle api, che gli conferiscono caratteristiche (aroma, gusto e, probabilmente, proprietà biologiche) diverse, e che sono purtroppo, termolabili e instabili nel tempo

 

Miele con odore di 'favo'

Utilizzo di favi vecchi e scuri e che abbiano contenuto covata. Miele con colore più scuro, odore "di favo", acidità più elevata, invecchiamento più rapido

 

Miele con odore di fumo

 Utilizzo di fumo, con affumicatore, inadeguato per quantità o tipo di materiale combusto

 

Miele cremoso

Consistenza cremosa, più o meno scorrevole a seconda del contenuto d'acqua

 

Miele cremoso(tecnica)

Una delle tecniche adottate per ottenere un prodotto cremoso consiste nell'operare in due fasi distinte. Nella prima fase si produce una cristallizzazione il miele inseminato viene quindi lasciato cristallizzare in recipienti di grande capacità (25 - 300 kg) alla temperatura di 14 C. Al momento dell'invasettamento i fusti vengono portati in camera calda a temperatura di 28 - 30 C fino a parziale ammollamento del miele (senza fusione), che viene quindi passato in un omogeneizzatore, che separa i cristalli e quindi invasettato

 

Miele cristallizzato

 Miele nello stato solido. Per i mieli cristallizzati si possono esprimere valutazioni sulla consistenza della massa, da cremoso a compatto o duro, e sulle caratteristiche dei cristalli. In questi si possono differenziare le dimensioni (da finissimi a grossi), la forma (taglienti, sabbiosi, rotondeggianti), la tendenza o meno a sciogliersi facilmente. In mieli con cristalli particolarmente fini la velocità di fusione è tale da dare una sensazione rinfrescante (per il calore di fusione assorbito dai cristalli con il processo), analogamente alle caramelle fondenti. In altri casi, cristalli poco solubili che vengano deglutiti possono essere irritanti per la gola e provocare tosse. Infine, in alcuni mieli si possono trovare cristalli con consistenza collosa.

 

Miele cristallizzato (tenica)

 La tecnica più semplice consiste nel miscelare il miele liquido (ancora naturalmente liquido o liquefatto) con miele completamente cristallizzato, a cristallo fine, nella proporzione di 9 a 1. La miscela deve essere fatta a una temperatura che permetta una agevole miscelazione, senza incorporazione di bolle d'aria e che, nello stesso tempo, non sia troppo elevata in modo da non sciogliere i cristalli immessi

 

Miele (difetti)

 Visivi- presenza di corpi estranei ,bolle d'aria in superficie o di uno strato di schiuma sono invece difetti estetici .Mieli che si presentano in maniera disomogenea cristallizzazioni permanentemente incomplete; separazione di fasi; marezzature biancastre in superficie; avanzato processo fermentativo; eccessiva fluidità, indice di umidità elevata e una colorazione del miele che non rientri nei parametri noti per la denominazione o talmente anomala (rossa, verde) da suggerire una possibile presenza di sostanze estranee

 

Miele di melata

 Miele ottenuto principalmente dalle secrezioni provenienti da parti vive di piante o che si trovano sulle stesse

 

Miele fermentato

Il miele fermentato non può essere commercializzato per l'uso diretto (come miele da tavola), non tanto perché sussistano dei problemi di tipo sanitario, quanto perché si tratta di un prodotto degradato, instabile e quindi di qualità inferiore. Ne è permesso invece l'utilizzazione industriale ("miele per industria" o "miele per pasticceria")

 

Miele invecchiato

 La normativa europea pone dei limiti al grado di invecchiamento dei mieli per uso alimentare diretto, utilizzando come parametri di misura il contenuto di un enzima (diastasi o amilasi) che si perde con il tempo, e il contenuto di idrossimetilfurfurale (HMF), prodotto di degradazione del fruttosio che invece aumenta.

 

Miele liquido

 Alcuni mieli si mantengono naturalmente liquidi per molto tempo, per esempio se il loro contenuto di glucosio è naturalmente basso (miele di robinia, di castagno, melata di abete) o se il contenuto d'acqua è elevato o se vengono conservati costantemente a temperature superiori ai 25 C. Queste ultime due condizioni sono però in contrasto con una buona conservazione del prodotto e non sono quindi utilizzabili per prolungare il tempo di vita allo stato liquido.

 

Miele OGM

 Il centro di ricerche sulla coltivazione e riproduzione delle piante di Wageningen ( Olanda ) sta cercando la maniera di produrre vaccini da utilizzare per via orale anziché per mezzo della tradizionale iniezione. Un idea è quella di far produrre alle api miele dal nettare di piante geneticamente modificate . Al miele potrebbero essere trasferiti farmaci e vaccini

 

Miele maturo

 In genere il miele è maturo quando si trova in favi completamente o quasi completamente opercolati

 

Miele riscaldato(tecnica)

Riscaldamento del prodotto, finalizzato alla diminuzione della viscosità, allo scioglimento dei cristalli, alla concentrazione del prodotto, alla sua stabilizzazione microbiologica o fisica. In ogni caso il calore, comunque applicato, ha un effetto negativo sul miele, in termini di perdita di sostanze termolabili, proporzionale alla temperatura raggiunta dal prodotto e al tempo

 

Miele(sostanze estranee)

Tarmicidi utilizzati per conservare i favi da melario fuori dall'alveare (p-diclorobenzolo), impregnanti per la protezione del legno degli alveari (carbonile), oli essenziali utilizzati per la lotta alle parassitosi delle api (timolo), repellenti utilizzati per allontanare le api dal melario al momento del raccolto (acido fenico, benzaldeide, essenza di mirbana). Un posto a parte, per la frequenza con il quale si riscontra in certi mieli delicati, spetta all'odore e al sapore di fumo sprigionati dall'affumicatore durante le visite

 

Miele torbido

 Può verificarsi nei mieli liquidi appena estratti è la presenza di numerose bolle d'aria: questo tipo di torbidità si riconosce in quanto si crea un gradiente di torbidità verso l'alto, dovuto alla migrazione delle bolle d'aria verso la superficie.

 

Miele torchiato

Miele passato al torchio, contiene una quantità particolarmente elevata di polline

 

Mortalità invernale

 La mortalità naturale invernale è funzione della latitudine e della relativa assenza di covata